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Le nuove sfide e il valore dell'organizzazione

Filcams, leggi sbagliate hanno generato precarietà strutturale
Foto: fotografia di Marco Merlini
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Valentino (Filcams Calabria): "La motivazione che ci ha spinto a organizzare un corso sul pensiero strategico è quella di trovarci di fronte a cambiamenti del mondo del lavoro epocali e il sindacato deve essere in grado di rappresentare le nuove realtà"

In Calabria, una categoria importante come la Filcams, ha deciso di tenere a fine luglio scorso un corso di formazione molto particolare, dedicato al pensiero strategico, tenuto a lungo segreto per verificare l’effetto sui corsisti. Corso che è stato oggetto di un'apposita puntata di 'Quadrato rosso. La formazione va in rete', andata in onda il 30 settembre.

"Abbiamo avviato un gemellaggio tra Cgil Lombardia e Cgil Calabria, un’idea di scambio di esperienze, punti di vista apparentemente lontani, ma su una pratica comune", afferma Giancarlo Pelucchi, responsabile formazione Cgil nazionale.

"Il pensiero strategico è qualcosa di cui abbiamo bisogno nella nostra organizzazione per saper guardare a lungo termine, per sviluppare un’attitudine in tal senso, ovvero strategie di lungo respiro, mettendo in pratica quello che c’è da fare. È un modo di rapportarsi con la propria attività. Un bisogno di trasmettere le pratiche per cambiare il modo di pensare a livello di strategie del sindacato", sostiene Fabio Ghelfi, euroformatore Cgil Lombardia.

"I cambiamenti sono tanti e dobbiamo rispondere in modo straordinario sul territorio alle nostre sfide. Cambia l’organizzazione e ci si deve mettere in sintonia con la nuova realtà", continua Pelucchi.

"Discutiamo di cose teoriche, ma dobbiamo dare risposte pratiche, collettive e partecipate su un determinato aspetto. In pratica, occorre sviluppare un progetto che includa e che abbia la partecipazione di tanti", precisa Ghelfi.

"Tante motivazioni sono legate a questo corso. Ma la motivazione vera, che ci ha spinto a organizzarlo, è quella di trovarci di fronte a cambiamenti del mondo del lavoro epocali e che il sindacato vuole e deve essere in grado di rappresentarli. Siamo un gruppo dirigente che vuole mettersi in gioco sul pensiero strategico. Vogliamo far riflettere il collettivo. per questo, abbiamo scelto il tema del proselitismo e del tesseramento, anche per provare a uscire dagli schemi dalla realtà sindacale. Penso al sindacato di strada. Siamo stati sulle spiagge calabresi e in tante altre realtà della nostra regione", osserva Giuseppe Valentino, segretario generale Filcams Calabria.

"Il valore dell’organizzazione, come strumento pesante, non come questione aleatoria. Come strumento fondamentale nell’azione sindacale di organizzare interessi nella società di massa. Non si ragiona in termini di centro e periferia, ma di gruppi solidi, dove sono in grado di agire. Ciò che c'interessa non è tanto il pensiero strategico teorico che si fa nei congressi, ma vogliamo sperimentare il cambiamento nelle realtà sul territorio, con un’azione sindacale differente negli strumenti e nei codici. Come modalità di vita delle persone che incontriamo quotidianamente, in questo caso in Calabria", prosegue Pelucchi.

"Abbiamo costruito un lavoro dove confluiscono diverse esperienze, in una logica di collettivo e di progettazione. Abbiamo coinvolto gruppi dirigenti per costruire una rete, con gruppi di supporto per allargare l’esperienza a più persone possibili. Si tratta di progetti collettivi e partecipati. La strategia che diventa pratica, mettendo in atto i progetti stessi", spiega Ghelfi.

"Due giornate pensate, quelle del 29 e 30 luglio scorsi al parco di Monte Covello. È stato un modello di formazione non indottrinata, ma messa a punto direttamente in aula durante il corso, i cui partecipanti erano quadri, dirigenti e delegati dei luoghi di lavoro. Mixata con esperienze di altre categorie, come l'Slc regionale, che ha costruito una rappresentanza giovane e innovativa, formata da molti lavoratori dei call center, piuttosto che di aziende strutturate. La giornata è iniziata con leggerezza, ma in modo importante, con un'empatia fisica nel gruppo. Ci siamo abbracciati, tra persone non conosciute per stare tutti sullo stesso piano, dal dirigente al delegato. Un'esperienza che ci è servita tantissimo per spiegare le varie cose e per illustrare il documento ‘Il lavoro si fa strada’, un ragionamento sulla contrattazione inclusiva. Per costruire insieme riflessioni e progetti d'inclusione come strategia di lavoro della Cgil nei prossimi anni", commenta Valentino.

"È stata un’esperienza particolare, molto bella e innovativa per una delegata come me. Mi ha fatto scoprire un modo diverso d’interagire con gli altri e partecipare attivamente, esternando il mio pensiero e ascoltando quello degli altri. Da lì, abbiamo sviluppato un progetto, per poi realizzarlo. L’esperienza verrà attuata nei luoghi di lavoro e non solo", dice Jolanda Mancaruso, delegata Coopservice nel settore multiservizi.

"Il pensiero strategico si sviluppa nell’ambito del marketing, degli affari. Il corso della Filcams Calabria è stato pensato e costruito in modo strategico, guardando al presente e al futuro che accomuna tutti noi giovani. Sono stato fortunato a trovare un corso fuori dagli schemi e così si è riusciti a creare una grande partecipazione attiva e costante, accompagnata da un gioco di squadra", rileva Alessandro Bova, studente universitario.

"Il valore del gruppo come nucleo fondante della nuova organizzazione e la partecipazione. La linea ideata nei congressi va poi costruita in una dinamica partecipativa fra le persone che lavorano e interagiscono su un territorio, in cui spesso i singoli dirigenti si trovano in condizioni un po’ di solitudine", aggiunge Pelucchi.

"Lavoriamo anche su questo, costruire un gruppo trasversale in cui tutti gli spazi non sono riempibili da un solo dirigente. Il mondo del lavoro è cambiato, e il valore partecipativo è importantissimo; perciò, proviamo a delegare e a cedere le nostre responsabilità agli altri. Vogliamo andare oltre i limiti di organizzazione e di bilancio che abbiamo in Calabria. L’idea è costruire un’organizzazione plurale, coinvolgendo dirigenti, quadri, delegati, ricostruendo il collettivo regionale", conclude Valentino.