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Silp Lecce: forze dell'ordine spedite dal Salento a Rimini

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Il sindacato: “Illogico e improduttivo distogliere personale dal territorio che conosce bene”

"In queste ore stiamo assistendo all’ennesimo tentativo di beffare le legittime aspettative del Salento, in tema di sicurezza, per opera di un governo che dimostra sempre più scarsa attenzione per il Mezzogiorno dell’Italia". Così Antonio Ianne, segretario generale Silp Cgil Lecce.

"Solo pochi giorni fa, mentre la Cgil nazionale celebrava a Lecce le 'Giornate del Lavoro', mettendo al centro dei propri temi di discussione il lavoro, il Sud, la difesa dei diritti e la sicurezza, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, siglava presso la Prefettura di Lecce un Nuovo Patto sulla Sicurezza. Il nuovo patto, dichiarato primo esempio nazionale di accordo a tutela della legalità, sottoscritto alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Puglia, del Prefetto di Lecce e del Procuratore della Repubblica, faceva dichiarare al ministro dell’Interno, secondo quanto riportato dagli organi d’informazione: 'Noi siamo qui per innalzare e rafforzare i presidi di sicurezza, e con questa intesa Gallipoli e il Salento sono vere capitali del turismo, che vanno tutelate e che devono essere principalmente sicure'. Forse il ministro, tra i tanti viaggi e impegni, ha un po’ confuso il luogo in cui si trovava. Infatti, a distanza di pochi giorni, apprendiamo che sei unità del Rpc Salento, in servizio nella provincia di Lecce, sono considerate tra i rinforzi utili, da subito e fino alla fine di agosto, per la questura di Rimini", aggiunge il dirigente sindacale.

"Nemmeno vogliamo porre l’accento sui risvolti economici, 'tragicomici', derivanti dall’eventuale doppia aggregazione di personale in servizio a Lecce presso la città di Rimini, sostituito da personale proveniente da altre province nella nostra, con conseguente doppia spesa pubblica. Tantomeno riteniamo sia necessario ricordare quanto sia illogico e improduttivo distogliere personale, che conosce bene un territorio, per impiegarlo in una zona diversa dalla propria, sopperendo alle esigenze di quella zona con altro personale, che si troverebbe ad affrontare le stesse difficoltà di ambientamento. Invece, ci preme evidenziare quanto già successo in passato, cioè come, una volta di più, senza il continuo controllo delle organizzazioni sindacali si sia portati a utilizzare il Salento per la propria propaganda politica, sottoscrivendo patti cui si dà ampia pubblicità, ma scarso contenuto, salvo poi tradire le attese di cittadini e operatori della sicurezza del Salento in favore di altre realtà geografiche. Negli ultimi mesi, abbiamo assistito sul web a una 'battaglia' a suon di spot, pubblicità e 'inviti' tra Rimini e Gallipoli, dove chiaramente entrambe rappresentano un intero territorio; ebbene, pare che il governo nazionale abbia deciso per chi parteggiare, magari è legittimo, ma deve essere ben chiaro a tutti quanto sta avvenendo", conclude l'esponente del Silp.