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Appalti, lavoratori a rischio a Linate e Malpensa

Ams, sindacati: ancora senza futuro
Foto: Foto di © Massimo Viegi
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Aviapartner subentrata a Wfs nei due aeroporti non intenderebbe applicare la clausola sociale, nonostante il ccnl di settore la preveda in caso di trasferimento di attività. I sindacati: "L'azienda vuole subappaltare parte dell'attività a una cooperativa"

Nel mese di giugno le attività di assistenza a terra delle compagnie aeree Air Lingus,  British Airways e Iberia passeranno dalla Società Wfs Gi ad Aviapartner  (società belga leader nel settore). Tale operazione riguarda il 95% dei lavoratori sullo scalo di Linate, dove l’azienda occupa circa 82 dipendenti, e circa il 20% sullo scalo di Malpensa, circa 260 dipendenti. Il ccnl del trasporto aereo prevede la garanzia occupazionale (cosiddetta clausola sociale) nei casi di trasferimento di attività in ambito di assistenza aeroportuale a terra. Una norma fondamentale che i lavoratori del settore hanno ottenuto in cambio di significativi sacrifici economici e normativi.

Tuttavia, Aviapartner (che al tavolo del ccnl aveva la posizione di capofila della delegazione aziendale), "invece di attendere il confronto propedeutico all’applicazione della clausola, sta invece procedendo all’assunzione di personale in somministrazione o a tempo determinato finalizzato all’attività di assistenza a terra delle compagnie oggetto del trasferimento di commessa da Wfs Gi". La denuncia, in una nota, è di Filt Cgil,  Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl Ta. A questo "si aggiunga la volontà apparente di subappaltare una parte di attività a una cooperativa per il tramite di un’altra società di handling".

"Oltre cento lavoratori di Wfs di Linate e Malpensa, da quasi un mese – continua la nota –, vivono nella consapevolezza che tra poche settimane nella loro azienda non ci sarà più il lavoro necessario a garantire un’occupazione, e nella grave incertezza che l’unica forma di salvaguardia occupazionale prevista (la clausola sociale contrattuale) potrebbe essere disattesa o pesantemente ridimensionata dagli stessi attori che l’hanno sottoscritta solo quattro mesi fa".

I sindacati chiedono che "i lavoratori non siano lasciati soli e che pertanto i soggetti istituzionali si facciano garanti delle regole esistenti, al fine di evitare un’irreversibile deriva verso il dumping sociale e verso un’aspra stagione di conflitto sociale, dalla durata e dall’asprezza non prevedibili,  che temiamo possa deflagrare negli aeroporti milanesi anche oltre il nostro controllo e governo".