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Trentino: nasce il Fondo di solidarietà territoriale

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Il Trentino avrà il suo fondo in sostituzione della cassa in deroga, sarà finanziato in parti uguali dalla Provincia (che ha già messo 2 milioni di euro), dalle imprese e dai lavoratori e riguarderà 52mila dipendenti di pmi.

Da ieri il Trentino ha uno strumento per tutelare i lavoratori delle piccole e micro imprese. E' nato il Fondo di soIidarietà territoriale, che garantirà ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro a 52 mila dipendenti di Pmi di quasi tutti i settori. II Fondo, come riporta il quotidiano l’Adige, conterà su una raccolta annua di contributi da lavoratori e aziende di 4,5/5 milioni di euro, più 2 milioni messi dalla Provincia, che per il vicepresidente e assessore al lavoro, Alessandro Oüvi, non saranno una tantum. "Almeno nei primi anni - dice - continueremo a sostenere il Fondo". Sono passati solo tre mesi da quando l'intesa raggiunta dalla Provincia con il governo sul Jobs Act, sulla base della delega sugli ammortizzatori sociali, aveva riconosciuto al Trentino, assieme all'Alto Adige, la facoltà di dar vita ad un fondo territoriale intercategoriale di solidarietà per il sostegno al reddito e la riqualificazione dei lavoratori delle piccole imprese. Ieri il Fondo è diventato realtà attraverso la firma dell'accordo collettivo che lo istituisce da parte dei rappresentanti delle associazioni economiche e dei lavoratori: Confindustria Trento, Confcommercio, Confesercenti, Associazione Albergatori, Federazione Trentina della Cooperazione, Confprofessioni (per la prima volta), Cgil, Cisl, Uil. Non hanno firmato l'Associazione Artigiani e la Coldiretti. “Ma il presidente degli Artigiani Roberto De Laurentie - puntualizza Olivi - ha detto che non aderisce per il momento”. «È una delle più significative conquiste dall'Autonomia del
Trentino degli ultimi anni - afferma Olivi visibilmente soddisfatto - Siamo anche consapevoli di essere l'unico territorio in Italia a poter gestire autonomamente questa delicata materia”.

II Fondo consentirà di garantire la cassa integrazione ai lavoratori delle imprese da 1 fino a 15 dipendenti, mentre quello nazionale comprende le aziende da 6 a 15. La durata sarà fino a 26 settimane in due anni, il doppio delle prestazioni nazionali. Ma non solo: ci sarà anche una Naspi (indennità di disoccupazione) per i lavoratori stagionali, che a causa dell'insufficiente contribuzione non possono accedere a quella ordinaria, nonché misure di formazione e ricollocazione per i lavoratori. “Per la prima volta – sottolinea Olivi, entra in un accordo fra le parti sociali anche il mondo delle libere professioni”. Ha sottoscritto la partecipazione al Fondo Roberta Meneghini, presidente di Confprofessioni Trentino. “In questo modo sono tutelati anche i dipendenti degli studi professionali, tanti giovani” rimarca Olivi. Oltre alle risorse a regime, per la cassa integrazione nelle piccole aziende nel 2016 sono disponibili anche i 5 milioni avanzati dalla cassa in deroga. E gli altri enti bilaterali? «II Fondo è aperto, sarebbe una cosa buona se aderissero ma la scelta spetta alle parti sociali». Per i segretari della Cgil Franco laneselli, della Cisl Lorenzo Pomini e della Uil Walter Alotti la nascita del Fondo è un'occasione per valorizzare l'autogoverno e l'autonomia.