Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Lombardia, Cgil: bene riduzione ticket ma non basta

  • a
  • a
  • a

La Giunta Lombarda fa un piccolo passo avanti con la riduzione dei ticket sanitari. Dal 1° gennaio 2014, infatti, gli over 65 con un reddito annuo inferiore ai 18 mila euro non pagheranno più la ricetta sui farmaci. Il giudizio positivo viene da Stefano Landini, segretario generale Spi Cgil Lombardia e Claudio Dossi segretario Spi Cgil Lombardia, responsabile dipartimento socio-sanitario  

Sono infatti stati alzati i limiti di reddito utili per l’esenzione: dagli attuali 8.263 euro per le persone sole e 11.362 se con coniuge a carico, ai 18 mila previsti. La Regione valuta in ottocentomila i cittadini lombardi che potranno trarne beneficio, con un costo complessivo di circa 40 milioni di euro. Nonostante questo però, aggiungono i sindacalisti, "i cittadini lombardi rimangono, comunque, a livello nazionale quelli che pagano i ticket più cari. Si stimano in più di 265 milioni di euro i ticket pagati per l’acquisto di farmaci a cui dobbiamo aggiungere altri 150 milioni pagati per le prestazioni nelle macro aree ambulatoriali, per visite ed esami".

"Pur considerando questo un primo positivo impegno della Regione per ridurre il carico della tassazione sulle persone più fragili – scrivono Dossi e Landini – riteniamo lo strumento ancora insufficiente per affrontare la piaga sociale della povertà, oggi sempre più dilagante. Molti, troppi sono i cittadini lombardi che preferiscono non acquistare farmaci o non eseguire accertamenti o visite per i costi che devono sostenere, costi che andrebbero a ridurre drasticamente il piccolo reddito familiare di cui dispongono".

L’assessorato alla Famiglia ha recentemente chiesto un impegno di spesa di circa 330 milioni di euro per poter affrontare le problematiche sociali più urgenti. Per i sindacati uno strumento utile: "La messa a disposizione di una tale somma permetterebbe, infatti, l’attivazione di politiche strutturate di contrasto al fenomeno della povertà. Questo permetterebbe la definizione di interventi complessivi che non guardino solo al problema della salute, ma anche a quello dell’abitazione o del come poter mantenere i figli a scuola".