Le città capoluogo della Campania sono all'ultimo posto nella classifica della spesa pro capite dei Comuni per i servizi sociali alle cittadine e ai cittadini in condizioni di fragilità. A rivelarlo è uno studio dell'area Stato sociale della Cgil nazionale, su dati Istat riferiti al 2022.

Caserta, con appena 37 euro di spesa pro capite, è al 105esimo posto sui 107 capoluoghi italiani, ultima tra i capoluoghi campani che, occupano comunque, le ultime posizioni della classifica. Meno del doppio dei fondi di Caserta, appena 60 euro, è la spesa del Comune di Avellino, che occupa la 101esima posizione.

Appena dieci euro in posti, 71 euro, è la spesa pro capite del Comune di Benevento (95esimo posto). Nel capoluogo di regione, Napoli, la spesa è di 78 euro, che la posizionano al 91esimo posto. Chiude Salerno, con 81 euro di spesa pro capite, all'89esimo posto in classifica. Nessuno dei Comuni capoluogo supera il tetto dei 100 euro.

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"Lo studio dell'area Stato sociale della Cgil Nazionale - dice il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci - fotografa chiaramente quelle che saranno le conseguenze che deriveranno dalla firma delle pre-intese tra alcune regioni del Nord e il governo, che ha avuto il via libera del Parlamento la settimana scorsa.

Le città del Sud già oggi pagano un prezzo altissimo in termini di risorse investite dallo Stato per la spesa sociale dei Comuni. Migliaia di cittadini e cittadine delle regioni del Mezzogiorno tagliati letteralmente fuori da servizi come asili, assistenza domiciliare per le persone disabili o non autosufficienti, anziani e famiglie fragili. Infine, fa riflettere che, a fronte di una spesa totale di 10.9 miliardi euro, la media della Campania sia pari a 78 euro mentre quella del Nord è di 207 euro".