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Migliaia di persone hanno sfilato a Roma a sostegno di Spin Time, la realtà autogestita dell’Esquilino sgomberata dopo l’incendio dello scorso luglio. Il corteo è partito da piazza della Repubblica ed è arrivato a piazza Vittorio, attraversando Castro Pretorio e San Lorenzo. Secondo gli organizzatori, hanno partecipato circa 50 mila persone.
La manifestazione è stata aperta dallo striscione "Il tempo di Spin Time è ora", accompagnato dallo slogan "Roma non è in vendita". Al corteo hanno aderito oltre 200 sigle e movimenti. Sono state presenti realtà antagoniste, movimenti studenteschi, sindacati e organizzazioni della sinistra. Sono state esposte anche bandiere della Palestina e striscioni antifascisti.
Tra i partecipanti c’è stata l’eurodeputata Ilaria Salis. "Oggi è importantissimo essere qui perché Spin Time è un’esperienza che costituisce un esempio dal punto di vista delle battaglie per il diritto alla casa - ha sottolineato all’Agi Salis, a margine del corteo - restituisce la città ai lavoratori e alle lavoratrici che troppo spesso, ormai, non riescono più a vivere nelle città dove lavorano con il loro salario".
"Ed è un’esperienza molto importante anche dal punto di vista delle città che vogliamo, perché noi vogliamo dei quartieri dove esistono servizi di prossimità e spazi per l’aggregazione. Io spero che la situazione si risolva il prima possibile. Auspico che Spin Time riesca a riavere uno spazio dove svolgere tutte le attività che noi sosteniamo e che continueremo a sostenere", ha aggiunto.
Il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, occupato dal 2013, aveva ospitato circa 400 persone prima dello sgombero seguito all’incendio. Gli organizzatori hanno chiesto la riapertura di uno spazio per la comunità e hanno contestato le politiche immobiliari nella capitale.
Tavolo e brandina davanti al ministero
Durante il corteo, alcuni manifestanti hanno sistemato un tavolo con piatti, tazze e bicchieri e una brandina sul marciapiede davanti alla sede del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, a Porta Pia.
"L’allestimento" simbolico, ha spiegato una manifestante, è servito a sottolineare che "bisognerà vivere in strada se non si risolve questa crisi, che è una crisi sempre più concreta, sempre più grave e che invece non viene ascoltata dall’altra parte dei piani alti".
"Occorre cambiare quelli che sono gli equilibri e gli interessi di questo governo - ha aggiunto - e invece di stare dietro ai fondi speculativi bisogna capire quelli che sono i fabbisogni dei cittadini e delle persone che vivono questo Paese".
Il blitz sotto la sede di Investire
I manifestanti hanno effettuato anche un blitz sotto la sede del fondo Investire, in via Po, proprietario dell’immobile di Spin Time. Sono state montate tende e sono stati accesi fumogeni, mentre è stato esposto lo striscione "Il tempo di Spin Time è ora".
L’azione è stata legata alla trattativa, al momento naufragata, per la possibile vendita dell’immobile al Comune di Roma. "Siamo qui per contrastare speculazione edilizia ed emergenza abitativa generate dalle multinazionali - hanno denunciato gli attivisti al megafono - facendo saltare la trattativa, Investire ha condannato centinaia di persone in nome del profitto".
"I fondi immobiliari non rigenerano il tessuto urbano ma lo svuotano, appropriandosi di parole come 'comunità' e 'sociale' per mascherare esclusione", hanno aggiunto. La mobilitazione, hanno concluso, "non si fermerà qui".
Durante il corteo sono stati esposti anche gli striscioni "Riprendiamoci i nostri spazi", "La città è di chi la vive non di chi specula", "Lo Spin Time non si tocca" e "Sarà una bella lotta".




























