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domande e risposte

Assegno unico al via. Per la domanda potete andare al patronato Inca. Per l'Isee ai Caaf Cgil. Da marzo i pagamenti

Roma, 14 settembre 2020: apertura delle scuole
Foto: Simona Caleo
Giorgio Sbordoni
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I servizi del sindacato di Corso Italia vi seguono in tutte le fasi della richiesta. Per chi si attiva entro febbraio, i soldi arriveranno già nel mese successivo. La misura è rivolta a tutti coloro che abbiano figli a carico

 

Che cos'è l'Assegno unico?
Il nome completo dello strumento entrato in vigore con l'inizio di quest'anno è Assegno unico e universale per i figli a carico ed "è - si legge sul sito dell'Inps - un sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni)" e senza limiti di età per i figli con disabilità. L'importo varia a seconda delle condizioni reddituali della famiglia che lo richiede. Per il calcolo occorre presentare un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) valido nel momento in cui si presenta la domanda.

Perché "unico e universale"?
L'assegno è stato definito "unico" perché ha semplificato un contesto nel quale erano tanti e diversificati i bonus e le misure rivolti alla genitorialità. Con l'assegno unico di fatto non ci sono più il Premio alla nascita, l'Assegno di natalità (conosciuto come bonus bebè), gli assegni al nucleo familiare e le detrazioni per i figli a carico al di sotto dei 21 anni. Resterà invece in vigore il bonus nido. L'assegno è stato definito "universale" perché è garantito a tutte le famiglie con figli a carico.

Quando posso richiederlo?
Si può richiedere a partire dall'1 gennaio 2022. Per il calcolo dell'importo è necessario presentare l'Isee. Senza l'Isee si accederà solo all'importo minimo. A chi presenta domanda entro il 30 giugno verranno riconosciuti gli assegni spettanti a partire dal mese di marzo.

Dove posso richiederlo?
Sono varie le modalità con cui si può fare domanda: direttamente da parte del richiedente tramite Inps (telematica) con Spid almeno di livello 2; tramite patronato; telefonicamente tramite Contact Center dell’Inps. Il consiglio è quello di recarsi al patronato Inca della Cgil, muniti di un Isee valido (che può essere richiesto ai Caaf della Cgil).

A chi spetta? 
L’assegno è riconosciuto per ogni figlio o figlia minorenne a carico (per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza); per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, per cui ricorra una delle seguenti condizioni: frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea; svolga un tirocinio ovvero un'attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui; sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego; svolga il servizio civile universale; per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Quando riceverò l'assegno?
Per chi presenta la domanda a gennaio e febbraio, il primo assegno arriverà tra il 15 e il 21 marzo 2022. Per le domande compilate dopo, il primo pagamento arriverà alla fine del mese successivo a quello di presentazione della richiesta. Per chi fa domanda entro giugno 2022, i pagamenti inizieranno comunque a decorrere da marzo 2022. Quindi chi presenta la domanda entro il 30 giugno prossimo, non perderà neanche un assegno.

Chi deve presentare la domanda?
Genitori conviventi, genitori separati/divorziati, genitore unico, genitori affidatari, tutore del figlio, tutore del genitore, figlio maggiorenne. Chi ha la responsabilità genitoriale.

Quali requisiti deve avere chi presenta la domanda?
Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di uno Stato non appartenente all'Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un'attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi; essere soggetto al pagamento dell'imposta sul reddito in Italia; essere residente e domiciliato in Italia; essere o essere stato residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Dove ricevo l'importo?
Su Iban intestato al richiedente o bonifico domiciliato.