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L'invecchiamento in buona salute

Paolo Andruccioli
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Prosegue la ricerca di soluzioni organizzative e tecnologiche a favore degli anziani nell'ambito di Sociotechlab, il progetto finanziato dallo Spi Cgil. All'opera università e istituti di eccellenza in Italia

L’invecchiamento è un fatto. Cresce ovunque la quota di persone anziane e in tutti i Paesi si attivano programmi di intervento sociosanitario. Una sfida che si inserisce nel piano delle Nazioni unite e dell’Organizzazione mondiale della sanità per il 2021-2030 sull’Invecchiamento in buona salute. Sono quattro le aree d’azione: la creazione di ambienti fisici, sociali ed economici a misura di anziano; la lotta contro i pregiudizi, gli stereotipi e le discriminazioni nei confronti dell’invecchiamento; lo sviluppo di un’assistenza integrata preventiva, curativa, riabilitativa e palliativa; infine, la garanzia di un’assistenza a lungo termine.

Migliorare la qualità della vita durante la terza età è diventato uno degli obiettivi primari anche per lo Spi, il sindacato dei pensionati e delle pensionate della Cgil. Lo scopo non è solo quello di vivere di più, ma di vivere in salute.

Per questo lo Spi ha avviato da qualche mese il progetto Sociotechlab, con il finanziamento di una borsa di studio multidisciplinare agli studenti della Scuola Superiore universitaria Sant' Anna di Pisa. In quella sede e in altri prestigiosi istituti di ricerca si stanno studiando soluzioni tecnologie che possano essere di aiuto nella gestione e nel monitoraggio dello stato di salute e nell’evoluzione delle patologie croniche. E nello stesso tempo si stanno mettendo a punto prototipi per costruire ausili tecnologici che possano essere di sostegno per le persone non più autosufficienti e con scarsa mobilità. Ancora una volta giovani al lavoro per migliorare la vita degli amati nonni.