Le ondate di calore estremo che stanno investendo il territorio di Vicenza non sono una fatalità, ma la manifestazione di un cambiamento climatico che rende sempre più difficile la vita alle fasce più fragili della popolazione. Con l’iniziativa “Fai una pausa dal caldo – Un posto fresco per te”, la Camera del Lavoro apre le porte della propria sede di Via Vaccari 128 a Vicenza, trasformando la saletta all’ingresso in uno spazio rinfrescato, accogliente e di presidio sociale. “Non si tratta di una misura assistenziale – spiega il sindacato in una nota –, ma di un atto politico di solidarietà rivolto a chi subisce in prima persona gli effetti della povertà, dello sfruttamento e dell’abbandono sociale come anziani, persone con disabilità e fragili lasciati soli a subire l’arretramento del welfare pubblico e la privatizzazione dei servizi essenziali, ma anche lavoratori di cantieri e della logistica che hanno bisogno di un posto dove poter recuperare le forze”.

Un ambiente condizionato, acqua e solidarietà

Lo spazio di Via Vaccari 128 offre un ambiente condizionato, acqua a disposizione e, soprattutto, un’accoglienza rispettosa e solidale per spezzare l’isolamento individuale che colpisce i soggetti più deboli: attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00.

“Intanto – spiega la Cgil – sul territorio le categorie e i delegati sono impegnati direttamente nei luoghi più esposti all’ondata di calore: dai cantieri edili alle campagne, fino ai centri di recapito postale (dove la Slc ha già denunciato condizioni insostenibili) e ai capannoni metalmeccanici privi di adeguati sistemi di climatizzazione”.

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Il segretario generale della Cgil Vicenza, Giancarlo Puggioni

“In un momento storico e sociale così aspro, segnato da una crisi climatica che aggredisce direttamente migliaia di persone che non possono permettersi vacanze, ristori o, banalmente, di avere l’aria condizionata in casa, non possiamo limitarci alla sola, pur fondamentale, denuncia – dichiara Giancarlo Puggioni, segretario generale della Cgil di Vicenza –. Essere solidali e fare comunità nei momenti difficili non è un semplice esercizio di stile o di retorica, ma una pratica quotidiana di resistenza sociale ed economica. Quando le istituzioni latitano e le ordinanze si rivelano parziali, lasciando scoperti migliaia di cittadini e cittadine fragili, la risposta del sindacato deve essere quella della solidarietà militante e del mutuo soccorso. Fare comunità significa esattamente questo: non lasciare nessuno da solo davanti al ricatto tra la salute e sopravvivenza economica, spezzando l’isolamento sociale e sostenendo chi è più solo e fragile”.