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Dopo oltre due anni di confronto senza risultati, i lavoratori Steritalia incrociano le braccia. È stato proclamato per oggi, lunedì 4 maggio, uno sciopero di 24 ore che riguarda 55 tra lavoratrici e lavoratori impegnati nei servizi di sterilizzazione delle sale operatorie e dei kit chirurgici negli ospedali Sant’Orsola e Rizzoli di Bologna.
La decisione arriva al termine di una trattativa lunga e logorante. Non solo una vertenza economica, ma una questione che investe l’intero sistema degli appalti sanitari. La Filctem Cgil denuncia l’assenza di risposte su una serie di problemi che toccano direttamente le condizioni di lavoro e la dignità delle persone coinvolte.
Turni lunghi e retribuzioni contestate
Le criticità segnalate dai lavoratori riguardano aspetti concreti della vita in reparto. Si parla di retribuzioni inadeguate, del mancato pagamento delle maggiorazioni per il lavoro domenicale e di turni in reperibilità che, in alcuni casi, portano a superare le 15 ore consecutive in corsia.
Un’organizzazione del lavoro che, secondo il sindacato, rischia di incidere non solo sulla qualità della vita dei dipendenti ma anche sulla sicurezza complessiva del servizio. Chi opera nella sterilizzazione gestisce strumenti chirurgici destinati alle sale operatorie: un’attività che richiede attenzione costante, precisione e condizioni di lavoro sostenibili.
Buoni pasto cancellati
A far esplodere definitivamente la vertenza è stato il tema dei buoni pasto. Con il cambio di appalto, i lavoratori si sono visti togliere un diritto che prima veniva riconosciuto. Una decisione che ha segnato il punto di rottura.
La Filctem Cgil parla apertamente di un diritto negato e di un risparmio costruito scaricando i costi su chi lavora. Il confronto con i dipendenti diretti delle strutture ospedaliere rende la situazione ancora più evidente: stessi luoghi, mansioni analoghe, ma trattamenti diversi.
L’iniziativa punta a coinvolgere anche gli altri lavoratori degli ospedali bolognesi. La richiesta è quella di costruire una solidarietà più ampia attorno a una vertenza che, secondo il sindacato, riguarda l’intero sistema degli appalti nella sanità pubblica.























