Un errore tecnico, ma con effetti tutt’altro che marginali. Nella giungla delle dichiarazioni fiscali 2026 spunta il caso delle Certificazioni uniche compilate in modo scorretto, con il rischio concreto di far saltare il nuovo beneficio legato al taglio del cuneo fiscale. A far emergere la criticità è stata la Cgil, attraverso il Consorzio nazionale Caaf della Cgil, che ha individuato anomalie nelle Cu relative a prestazioni come Naspi, cassa integrazione, maternità e malattia.

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La correzione dell’Inps

In molti casi queste indennità erano state classificate in modo da escluderle dal calcolo del bonus Irpef introdotto dalla legge di Bilancio 2025. Una classificazione errata, perché si tratta di redditi che sostituiscono il lavoro dipendente. L’Inps è intervenuto aggiornando le certificazioni già trasmesse. “Le informazioni sono state riallineate”, ha fatto sapere l’Istituto, invitando comunque i contribuenti a scaricare nuovamente la documentazione.

Un problema più ampio

Per il sindacato la vicenda non è chiusa. “Le anomalie possono coinvolgere una platea molto più ampia”, spiega la presidente del Consorzio nazionale Caaf Cgil, Monica Iviglia. Tra i casi segnalati compaiono lavoratori precari, somministrati, iscritti alle casse edili e alcune posizioni dell’amministrazione penitenziaria. Situazioni diverse, ma accomunate dal rischio di una Certificazione unica compilata in modo non corretto.

Il nodo della nuova Cu

Il punto critico è una nuova sezione della Cu che stabilisce se un reddito rientra tra quelli utili per ottenere il beneficio fiscale. Un dettaglio solo in apparenza tecnico: da quella indicazione dipende una quota di reddito netto che può arrivare fino a diverse centinaia di euro. La riforma del cuneo, trasformata da sgravio contributivo a misura Irpef, ha ampliato la platea dei beneficiari ma anche la possibilità di errori formali.

I rischi per i contribuenti

Chi si affida a un Caf ha più possibilità di intercettare incongruenze, ma non sempre può correggerle direttamente. Chi accetta la dichiarazione precompilata senza verifiche rischia invece di perdere un diritto senza accorgersene. Per questo la Cgil ha chiesto al governo di intervenire: verifiche generalizzate, aggiornamento delle dichiarazioni e stop alle sanzioni per chi corregge.

Controllare per non perdere

Il consiglio resta uno: verificare con attenzione. Chi ha percepito prestazioni Inps dovrebbe scaricare di nuovo la propria Cu. Tutti gli altri devono controllare i dati inseriti. In un sistema sempre più automatizzato, anche un errore minimo può tradursi in una perdita concreta. E il rischio è che a fare la differenza sia, ancora una volta, una casella compilata male.

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