Fortissima preoccupazione esprimono i sindacati per il gruppo Electrolux che nel Fabrianese ha un sito produttivo a Cerreto D'Esi (Ancona), con circa 170 dipendenti e una produzione nel 2025 di circa 77 mila cappe.

“Nonostante le procedure di mobilità degli ultimi anni - evidenzia il segretario generale Fiom Cgil Ancona Pierpaolo Pullini - vengono comunicati conti in rosso, con un primo trimestre del 2026 ancora in peggioramento, e una partnership industriale con il colosso cinese di Midea con focus specifico sul Nord America, ma con una riorganizzazione globale che mette a rischio migliaia di posti di lavoro”.

Più di un campanello di allarme per “la tenuta dell'intero gruppo”, specifica il sindacalista, chiedendo “che siano preservati tutti gli asset produttivi e le fabbriche oggi presenti in Italia”, in quanto “nessuna altra scelta può essere accettata perché si tratta di stabilimenti efficienti e che costituiscono un patrimonio necessario al rilancio di tutto il gruppo”.

Molte volte è stato chiesto al colosso svedese “di effettuare operazioni di reshoring dalla Polonia, dove - ricorda Pullini - vengono prodotte ogni anno diverse centinaia di migliaia di cappe, e alla politica di prevedere azioni di supporto per favorire questo tipo di operazione e allontanare dal vuoto produttivo lo stabilimento”.

Richieste avanzate anche al ministero delle Imprese, alla presenza del governo e della Regione, “ma che non hanno avuto risposta a nessun livello”, conclude Pullini, evidenziando come la mancanza di progettualità e di politiche industriali per fronteggiare la pressione dei costi (energetici in primis, ma non solo), in un contesto geopolitico sempre più instabile e pericoloso, rischia di avere un forte impatto per il settore dell'elettrodomestico, “generando conseguenze drammatiche per un territorio come quello del Fabrianese”.