Un voto al governo sul decreto Primo maggio? “Direi rimandati a settembre”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervistato da Sky Tg24 insieme ai leader di Cisl e Uil, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri.

Le misure prese, spiega, “non sono quello di cui abbiamo bisogno: non stanno intervenendo sui problemi di fondo che invece debbono essere affrontati. Usare il Primo Maggio per dare soldi alle imprese è un paradosso: bisogna dare più soldi ai lavoratori, se si doveva fare un decreto era per cancellare il fiscal drag”.

Lo stesso decreto, secondo Landini, “per come è scritto, ed è scritto male, non cancella i contratti pirata che possono continuare a esistere”. Resta anche il tema di cos’è il trattamento economico complessivo: “Penso che ci sia un problema contrattuale: noi lo stiamo discutendo e vogliamo discuterlo nel confronto con le parti sociali. Un nodo fondamentale è il trattamento economico orario”.

Le retribuzioni nel nostro Paese sono un’emergenza sempre più urgente. “L'Italia ha i salari più bassi d’Europa – spiega il leader Cgil -, nonostante ci sia la contrattazione. La Germania, che ha contratti nazionali, sta portando il salario minimo da 13,5 euro verso i 15 euro l’ora, per cui non è detto che le due cose non possano coesistere”.

La contrattazione mantiene un ruolo fondamentale, ma “a un certo punto sarebbe utile un sostegno legislativo per la validità erga omnes, per dare ai contratti valore di legge e cancellare così i contratti pirata”, ha aggiunto.

Interpellati sul decreto Primo Maggio, i segretari di Cisl e Uil si sono mostrati più tiepidi. Per Fumarola “merita un sette”, mentre per Bombardieri “la sufficienza è meritata”.