Nel distretto tessile di Prato, segnato da ritmi produttivi intensi, subappalti e un alto rischio infortunistico, arriva SicurFad 4.0, una piattaforma di e-learning dedicata alla sicurezza sul lavoro. Cgil e Filctem Cgil di Prato-Pistoia hanno partecipato attivamente alla progettazione, portando l’esperienza quotidiana di chi rappresenta lavoratori e lavoratrici nei reparti e nei laboratori, spesso in condizioni di forte pressione produttiva.

I dati del distretto tessile pratese

Sul territorio di Prato si contano 2.181 imprese tessili, di cui 1.122 artigiane, per un totale di oltre 19 mila addetti. Come è noto il Distretto – oltre alla provincia di Prato – comprende anche i comuni di Calenzano e Campi Bisenzio (FI), Agliana, Montale e Quarrata (PT). Nel 2023, sono state 2.416 le denunce di infortunio a Prato (su un totale regionale di 46.926) di cui 2 mortali (51 in tutta la Toscana), ovvero un hobbista in un incidente col trattore e una morte spontanea per cause naturali sul posto di lavoro.

Formazione contro ritmi intensi e precarietà

“Abbiamo creduto fin da subito in SicurFad 4.0 perché mette al centro la persona”, affermano Daniele Gioffredi, segretario generale della Camera del lavoro e Juri Meneghetti, segretario generale della Filctem territoriale. Per il sindacato, la sicurezza non può essere considerata un costo da comprimere per competere sui prezzi, ma un diritto fondamentale e un investimento sul lavoro dignitoso.

La piattaforma offre schede operative, video, audio e percorsi formativi pensati per i cicli produttivi del tessile, con l’obiettivo di diffondere consapevolezza dei rischi e supportare la valutazione aziendale. Per la Cgil, questo strumento dimostra che le risorse possono essere usate per migliorare concretamente le condizioni di lavoro, in un contesto in cui le trasformazioni tecnologiche e l’intensificazione dei ritmi aumentano l’esposizione a infortuni e malattie professionali.

Una leva per cambiare il modello

SicurFad 4.0 è uno strumento completo, sottolinea il sindacato, che copre l’intero ciclo delle lavorazioni del tessile e punta a rafforzare una cultura della prevenzione ancora fragile nel distretto. Per la Cgil, la sfida ora è tradurre la formazione digitale in investimenti, controlli e diritti esigibili nei luoghi di lavoro, perché senza questi presupporti la sicurezza rischia di restare solo una promessa sulla carta.