Anche quest’anno ci troviamo fare i conti con una condizione di lavoro che non migliora. Bisogna intervenire sulla catena degli appalti e dei subappalti e sulla precarietà del lavoro. L’Inail ha molte risorse, ma non le investe come dovrebbe sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori. Le risparmia. Non si tabellano le malattie professionali. Dovrebbero essere potenziate le Asl e quindi la medicina di prevenzione sul territorio. È necessario riconoscere il ruolo a chi, dentro l’azienda, si occupa di sicurezza sul lavoro, che siano i rappresentanti dell’azienda o quelli dei lavoratori. Deve cambiare il modello di fare impresa: la vera cartina di tornasole per capire se un’impresa funziona o no è la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Lo diciamo oggi, 28 aprile, Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, e lo ribadiamo ogni giorno: rimettiamo al centro le persone

Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil

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