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Un incremento medio mensile degli stipendi del comparto di 130,7 euro, che corrispondono a un + 5,9%, più un ulteriore aumento di 5,5 euro medi (2,6%) per un incremento totale di circa 137 euro medi mensili, 143 per il personale docente e 800 euro medi di arretrati. I sindacati della scuola hanno siglato la pre-intesa all’Aran per la parte economica del nuovo contratto della scuola 2025-27.
Per il personale Ata, inoltre, è prevista anche un una tantum (110 euro) derivante dai risparmi per il rinvio al settembre 2027 dell’avvio del nuovo ordinamento professionale Ata già previsto dal Ccnl 2019/21. Successivamente, si apriranno le trattative per il rinnovo della parte normativa.
Per Cgil ed Flc Cgil la firma rappresenta “una prima risposta concreta all’emergenza salariale, ma arriva dopo anni in cui lavoratrici e lavoratori hanno pagato il prezzo dell’inerzia politica”.
“L’accordo – continua la nota - consente di intervenire subito sul potere d’acquisto, destinando tutte le risorse al salario fondamentale e garantendo aumenti superiori al 5,9%, in linea con l’inflazione. La firma di oggi è coerente con la mancata sottoscrizione del precedente contratto, segnato da risorse ben al di sotto dell’inflazione, per responsabilità precisa del governo, che ha lasciato scuola, università, ricerca e Afam senza le coperture necessarie, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo della crisi”.
Per Cgil e Flc “si apre adesso una fase di mobilitazione per garantire risorse aggiuntive per rispondere all’eventuale crescita dell'inflazione a fine triennio e per rafforzare la parte normativa del contratto. Servono nuovi investimenti per migliorare le condizioni di lavoro, valorizzare il personale docente e Ata, colmare il divario retributivo con il resto della pubblica amministrazione e rilanciare diritti e rivendicazioni storiche”.
“Inizia ora la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori. La firma è un primo passo. La mobilitazione continua per difendere salari e dignità del lavoro nel comparto Istruzione e Ricerca”. Conclude la nota.
Il rinnovo non riguarda solo la scuola, ma anche l’università, la ricerca e l’Afam. Per la prima è previsto un aumento medio mensile degli stipendi tabellari di 124 euro a regime (6,3%) più un ulteriore aumento dal 2027 dell'indennità di ateneo della stessa percentuale.
Ai lavoratori e alle lavoratrici della ricerca a regime, nel caso dei ricercatori e tecnologi, è destinato un incremento tabellare medio di circa 225 euro mensili (pari al 5.5%) e un incremento di circa 5,5 euro dell’indennità di valorizzazione professionale. Mentre per il personale tecnico e amministrativo, l’aumento tabellare medio sarà di circa 125 euro mensili (pari a circa il 5.9%) e un incremento dell’indennità di ente annuale di circa 480 euro annuali.
Per l'Afam, infine, a regime è previsto un incremento tabellare medio di circa 161 euro mensili (pari a circa il 6%) e un incremento di circa 5,5 euro dell’indennità di valorizzazione professione. Per il personale tecnico e amministrativo ci sarà un aumento tabellare medio di circa 125 euro mensili (pari a circa il 5.9%) a cui vanno aggiunti alcuni incrementi mensili delle indennità.






















