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Il gruppo Efi, multinazionale statunitense che detiene Reggiani Macchine, azienda produttrice di macchine da stampa e per il pre-post trattamento dei tessuti, ha annunciato una ristrutturazione interna al gruppo, con pesanti ricadute sullo stabilimento di Comun Nuovo (Bergamo). L’azienda ha infatti comunicato l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo che potrebbe coinvolgere fino a 13 lavoratrici e lavoratori, su un organico complessivo di 151 dipendenti.
“Nell’incontro tra impresa e sindacati che si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio – spiega la Fiom Cgil territoriale – l’azienda ha confermato la posizione di totale chiusura. Ha infatti escluso sia l’utilizzo della cassa integrazione, pur avendone ancora parecchia a disposizione, sia la possibilità di limitare la procedura di licenziamento alla sola non opposizione”.
Fiom: “Utilizzare gli ammortizzatori sociali”
“Negli ultimi tre anni Reggiani Macchine ha già perso il 25 per cento dell’organico”, argomenta Gigi Rizzoli (Fiom Cgil Bergamo): “Un ridimensionamento significativo, che rende ancora più grave e inaspettata la decisione assunta dalla proprietà. Abbiamo immediatamente proclamato un’ora di sciopero su tutti i turni di lavoro e convocato l’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori per valutare insieme le iniziative da mettere in campo”.
L’obiettivo del sindacato è far cambiare impostazione alla società in vista del prossimo incontro fissato per il 10 febbraio. “Chiediamo all’azienda – conclude Rizzoli – di adottare soluzioni alternative ai licenziamenti unilaterali, per noi inaccettabili e che respingiamo con forza, a partire dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali a disposizione”.
Le motivazioni dell’azienda
La decisione di aprire la procedura di mobilità è “il risultato di un’approfondita analisi del settore meccanotessile che sta affrontando negli ultimi anni una fase caratterizzata da cambiamenti strutturali significativi, legati alla forte pressione sui prezzi determinata dall’ingresso di player di matrice asiatica e all’inasprirsi dello scenario competitivo”.
Il management evidenzia che “l’azienda negli ultimi anni ha operato in uno scenario di fragilità globale, caratterizzato da una domanda in forte contrazione nei mercati europei e parallelamente dal drastico calo delle quote di mercato in Paesi come Cina, India, Bangladesh e Pakistan, dovuto all’ingresso di player di matrice asiatica nel settore. Inoltre, la politica protezionistica statunitense, ha ulteriormente aggravato la situazione che – unita all’instabilità geopolitica – rischia di frenare ulteriormente gli investimenti globali nel settore”.
La nota aziendale così conclude: “Prima di giungere a questa sofferta, ma inevitabile decisione, Reggiani Macchine ha preso in considerazione tutte le alternative percorribili, oltre ad aver fatto ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali disponibili. Ma dopo un’approfondita analisi ha confermato che l’opzione praticabile è, purtroppo, l’apertura di una procedura di mobilità”.




















