Caro Alessandro, un abbraccio forte, sincero, a nome mio personale e di tutte le donne e gli uomini del Silp Cgil. Un abbraccio che ti arriva da chi sa cosa significa indossare quella divisa ogni giorno, sapendo che può diventare bersaglio. Non è giusto che tuo figlio – quel bambino che ti aspetta a casa – debba vedere o sapere di un padre pestato, accerchiato, colpito con calci, pugni e persino un martello da vigliacchi col viso coperto. Non è giusto per te, non lo è per nessuno di noi che facciamo questo lavoro con dignità e senso del dovere.

Le immagini arrivate da Torino, durante la manifestazione degenerata in guerriglia, sono inaccettabili. Non si tratta di dissenso o confronto di idee: è violenza organizzata, premeditata, che non ha nulla a che fare con la democrazia. Chi attacca i poliziotti attacca la democrazia stessa, perché sceglie la barbarie al posto del dialogo, mina le fondamenta dello Stato di diritto e trasforma le piazze in campi di battaglia.

PIETRO COLAPIETRO SG SILP CGIL
PIETRO COLAPIETRO SG SILP CGIL
PIETRO COLAPIETRO SG SILP CGIL (IMAGOECONOMICA)

La segreteria nazionale del Silp Cgil ha espresso da subito una ferma e incondizionata solidarietà a te, Alessandro, e a tutti i colleghi coinvolti in quei gravi incidenti: alle poliziotte e ai poliziotti aggrediti, feriti, umiliati mentre garantivano la sicurezza pubblica. Non potete e non dovete essere considerati bersagli. La vostra dignità, il vostro lavoro e la vostra incolumità devono essere sempre tutelati, perché siete in prima linea per mantenere l'ordine, soccorrere e contrastare la criminalità.

Oggi più che mai serve una riflessione vera sulle condizioni di vita e di lavoro cui siamo sottoposti. La polizia non è un “giocattolino” da rompere o da difendere a intermittenza, a seconda della convenienza politica o mediatica. Non è una “giacchetta” da tirare per tornaconti, né la solidarietà deve essere “pelosa” o manomessa da meccanismi perversi. Chi fa questo mestiere sa cosa serve per dare dignità al ruolo: strumenti adeguati, protezioni reali, un quadro normativo chiaro che sostenga – non ostacoli – chi opera nel rispetto delle regole. E chi ha il potere di favorire questo lo sa benissimo: allora fate, non parlate. Basta col tira e molla, con le divisioni che ci indeboliscono tutti. Occorre essere Istituzione, non partigiani di comodo.

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Condanniamo senza riserve ogni forma di violenza, da chiunque provenga. Chiediamo che i responsabili, una volta identificati, debbano essere arrestati e assicurati alla giustizia, non processati in piazza. Nelle piazze vadano invece idee, confronto civile, forza delle argomentazioni, avendo a cuore la sempre democrazia.

È essenziale ripensare le modalità di gestione delle manifestazioni pubbliche: tutelare il diritto di manifestare, ma senza degenerazioni, senza infiltrazioni violente, garantendo la sicurezza di tutti: cittadini, manifestanti pacifici, forze dell’ordine, giornalisti e operatori sanitari. Non possiamo permettere che chi indossa questa splendida tuta da lavoro, la divisa – un operaio specializzato al servizio di ciascuno – venga attaccato o difeso solo quando fa comodo.

Un impegno vero, senza slogan, ma con atti e fatti concreti: chiediamo a tutte le parti sociali, politiche e istituzionali di unirsi in questo. Perché la polizia è un’infrastruttura fondamentale dello Stato, da salvaguardare per permettere di esserci sempre: aiutare, soccorrere, garantire diritti e sicurezza.

Caro Alessandro, concludo e spero che da questa vicenda si apra finalmente una consapevolezza collettiva. Torna presto tra noi, più forte di prima. E sappi che non sei solo: l’abbraccio di tutti i colleghi, delle nostre famiglie, è quello che meriti tu e ogni lavoratore quando rientra a casa dai propri affetti.

Pietro Colapietro, segretario generale Silp Cgil