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Braccia incrociate. I lavoratori e le lavoratrici di Previnet e Previmedical a Treviso hanno scioperato per l’intera giornata oggi, 9 aprile, e hanno dato vita a un grande presidio di protesta davanti ai cancelli a Preganziol. La manifestazione è stata organizzata per portare all’attenzione pubblica le criticità che da tempo interessano il personale delle due società.
“La mobilitazione – spiega a Collettiva il segretario generale della Filcams Cgil provinciale, Alberto Irone – nasce dalla crescente preoccupazione per le condizioni di lavoro, i carichi sempre più gravosi, anche a fronte delle dimissioni di circa 150 lavoratori e lavoratrici da Previnet nell’ultimo anno. Chiediamo da tempo un confronto concreto con l’azienda su temi fondamentali quali organizzazione del lavoro, diritti, tutele, prospettive occupazionali e definizione di un sistema premiale. Nonostante le ripetute richieste di dialogo, le risposte ricevute sono state finora insufficienti”.
I motivi profondi di una protesta che non poteva più aspettare
Basta leggere il documento di proclamazione dello sciopero per capire le criticità sempre più profonde che covavano nell’ambiente di lavoro delle due aziende. Nella nota si legge “forte riduzione del personale, circa 150 lavoratori dimessi dalla metà del 2024 a oggi, non sostituiti dall’azienda per attuazione di una politica di blocco delle assunzioni; conseguente aumento dei carichi di lavoro per il personale attualmente in forza; diffusione di casi di difficoltà psicologiche e burn-out tra i dipendenti; difficoltà costanti nell’organizzazione del lavoro che complicano e peggiorano il clima aziendale; totale assenza di comunicazione interna sul piano industriale e le prospettive del gruppo; mancanza di rispetto delle conoscenze e professionalità acquisite dalle lavoratrici e dai lavoratori in assenza di uno specifico mansionario, più volte richiesto e mai ricevuto; mancanza di investimenti che mettono a rischio la continuità operativa con grave danno per lavoratori e lavoratrici, ma anche per gli utenti del mercato in cui operano le aziende; nessuna apertura sulla piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali e dalle Rsu e sulla richiesta di attuazione di un piano di premialità per redistribuire gli utili aziendali, in forte aumento anche in conseguenza della carenza endemica degli organici a parità di carico di lavoro”.
“Chiediamo rispetto, ascolto e condizioni di lavoro dignitose”
I lavoratori hanno deciso di far sentire la propria voce attraverso lo sciopero e un presidio di fronte ai tornelli, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare un cambio di passo da parte aziendale. Le lavoratrici e i lavoratori avevano fatto un appello alla partecipazione di tutte le persone interessate, in segno di solidarietà e sostegno a una vertenza che, spiega il sindacato, “non riguarda solo chi opera all’interno delle aziende coinvolte, ma più in generale la qualità del lavoro e dei servizi offerti. Chiediamo rispetto, ascolto e condizioni di lavoro dignitose – hanno spiegato i delegati sindacali –. La nostra mobilitazione è un passo necessario per ottenere risposte concrete”.
























