Il 5 febbraio la Slc Cgil ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata ai lavoratori dello spettacolo. Nel corso della discussione è intervenuto anche Giuseppe Colletti, responsabile sicurezza sociale dell’Inca, che ha analizzato le prestazioni a sostegno del reddito destinate agli addetti del settore, soffermandosi in particolare su Naspi e Idis.

“Entrambi gli ammortizzatori – ha detto Colletti – risultano inadeguati a rispondere alla reale discontinuità lavorativa che caratterizza il settore, in cui si alternano brevi periodi di occupazione a lunghi intervalli di inattività. La Naspi, pensata per il lavoro dipendente ‘standard’ e vincolata al requisito delle 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti, esclude di fatto una parte significativa dei lavoratori dello spettacolo. Anche l’Idis, pur essendo uno strumento teoricamente pensato per il settore, presenta limiti rilevanti: l’accesso è riservato solo ad alcune categorie e i requisiti risultano particolarmente stringenti. L’inefficacia complessiva dell’impianto – ha spiegato Colletti – è confermata dal numero esiguo di domande presentate ogni anno, segnale di una misura che non riesce a intercettare il bisogno reale di tutela del reddito nel mondo dello spettacolo”.

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