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Iurii Kulba, l’operaio di 35 anni rimasto schiacciato il 27 settembre da un macchinario durante alcune operazioni di manutenzione ferroviaria sulla tratta Civitavecchia–Tarquinia, non ce l’ha fatta. È morto nella serata di ieri (28 novembre, per le gravissime ferite riportate.
Durante le operazioni di rinnovamento e risanamento del binario la macchina rincalzatrice avrebbe subito un guasto e nel tentativo di risolverlo, i martelli della macchina si sarebbero staccati colpendo il lavoratore.
Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, sottolinea come, l’operaio “è morto lavorando per conto del nostro Stato, in un appalto pubblico”.
Si tratta, aggiunge, dell’ennesima tragedia che si verifica negli appalti per la manutenzione ferroviaria: “Ancora una volta non assistiamo a uno sfortunato episodio, ma alle conseguenze di un modello di gestione sbagliato delle infrastrutture e della loro manutenzione”.
Per il sindacalista “il costante definanziamento rende più frequenti i guasti e peggiora le condizioni di lavoro, tra appalti al ribasso e tagli sulla manodopera. Anziché pensare ai carri armati, ai missili e agli aerei da guerra, il nostro governo dovrebbe occuparsi di come rendere le persone sicure nei luoghi di lavoro, a cominciare dal cambiare una legge di bilancio sbagliata che non investe sulla salute e la sicurezza”.
“Il 12 dicembre saremo in piazza per Iurii, per Octav e tutte le altre persone per cui il lavoro è stata causa di dolore e morte”, conclude Di Cola.






















