Così come annunciato dopo il riuscitissimo sciopero dello scorso 7 maggio, che ha fatto registrare un’adesione molto alta, continua la mobilitazione contro una riforma che la Flc Cgil giudica “sbagliata e inutile”. L’annuncio è arrivato da Gianna Fracassi, segretaria generale del sindacato della conoscenza della Cgil che dalle pagine social dell’organizzazione, sottolinea che “se oggi si parla di possibili modifiche legislative, infatti, è solo grazie a chi, fin dall’inizio, ha denunciato gli effetti negativi di questa riforma”.

Per questo, ha aggiunto, “la mobilitazione continua: abbiamo proclamato l'astensione dalle attività aggiuntive. Non possiamo fermarci finché non otterremo delle risposte concrete. La qualità della scuola pubblica non si difende accettando tutto, ma avendo il coraggio di dire no quando è necessario”.

D’altra parte non accenna a diminuire tra i docenti nelle assemblee sindacali, nelle lettere delle associazioni professionali, nelle comunicazioni alle Rsu, insieme ai dirigenti scolastici, la forte preoccupazione del personale per la riduzione oraria di diverse discipline e per l’impoverimento complessivo dell’impianto formativo degli istituti tecnici.

Meno scuola, più flessibilità legate alle esigenze delle imprese del territorio, formazione scuola-lavoro (la vecchia alternanza) anticipata al secondo anno e stop al biennio unico. Sono questi i cardini del decreto di riforma degli istituti tecnici targato Valditara.

Come sottolinea la Flc Cgil in una nota, “la mobilitazione non si ferma perché il personale della scuola non si accontenta di interventi parziali o di operazioni limitate all’anno scolastico 2026/27. Ribadiamo la necessità del ritiro o in subordine del rinvio del riordino degli istituti tecnici e l’apertura di una fase di revisione della riforma”.

L’astensione delle attività aggiuntive ci sarà dunque dal 22 maggio 2026 al 21 giugno 2026, e  “in considerazione della difficoltà delle scuole di usufruire di testi adeguati, a causa dell’indefinita condizione delle discipline accorpate, proponiamo la sospensione delle adozioni dei libri di testo”.