Ci affacciamo alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio) con qualche curiosità, e alcuni dubbi. Dal titolo scelto, Il mondo salvato dai ragazzini, chiamando direttamente in causa la scrittura di Elsa Morante, la direttrice artistica Annalena Benini dichiara subito di voler lanciare “un appello universale al ritorno alla fanciullezza”, per celebrare la salvezza del mondo “attraverso le parole, l’incontro, l’arte, la musica, il cinema, l’informazione, la scienza, la risata, le scoperte e le riscoperte degli editori, che insieme a noi costruiscono ogni anno questa festa dei libri”.

Libri e IA

Una festa di libri però sempre meno festa, almeno stando ai numeri del mercato editoriale negli ultimi anni, in vertiginosa discesa, mentre salgono ogni giorno le quote e l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale, tema tra gli altri affrontato nella prima giornata di giovedì 14 (Galleria Visitatori/Publishers Centre, h.12-14) nel corso dell’incontro “L’editoria incontra l’IA. Diritto d’autore: quo vadis?”, che vedrà tra i relatori Emanuela Bianco, Paolo Giovine e Mariangela Ravasenga. Il workshop, dedicato a case editrici, autori e librerie, è pensato per cercare risposte pratiche (e legali) sull’uso dell’IA nel settore, e sugli effetti in merito a i diritti degli autori, in un’epoca in cui il suo utilizzo in ambito editoriale è già divenuto pressoché inevitabile, aprendo scenari e quesiti ancora tutti da indagare.

Consumi culturali

E se la lezione inaugurale tenuta dalla scrittrice e saggista britannica Zadie Smith (Sala Oro, h.14-15) avrà come tema una riflessione sull’adolescenza, la “storia di un’epifania” che mescola infelicità e desiderio per capire dove può andarsene e come può crescere una ragazzina del ventunesimo secolo, tra i numerosissimi appuntamenti che caratterizzano anche questa edizione sarà l’editore Giuseppe Laterza a moderare “Leggere, ascoltare, partecipare” (Sala Bianca, ore 16), dove i relatori Chiara Faggiolani, Guido Guerzoni, Paola Musso e Silvio Viale si confronteranno sulle pratiche e i consumi culturali di ieri e di oggi negli ultimi trent’anni in Italia, dalla crescente e contagiosa partecipazione a festival e fiere letterarie (oltre 2.700 gli eventi previsti quest’anno al Salone), a cui però non corrisponde una vendita crescente di libri, malgrado la contemporanea diffusione di fenomeni specifici di settore, come i gruppi di lettura.

Lavoro

In linea con questi temi, seppur da un diverso punto di osservazione, sabato 16 maggio lo Spazio internazionale del Padiglione Oval (h.13.15-14.15) propone “Se il lavoro non crea ricchezza”, una riflessione con Francesca Coin e Riccardo Staglianò, moderati da Govanni De Mauro e Claudio Rossi Marcelli, sull’aumento delle disuguaglianze, la crisi del lavoro e gli ingenti capitali riservati a pochi, discutendo come ripensare diritti e democrazia, salari e sistema di tassazione, non soltanto in Italia: basti pensare al Paese ospite in questa edizione, la Grecia, che in questo senso avrà di certo molto da raccontarci.

Editoria giovane (e indipendente)

In attesa dunque che il grande circo del Salone di Torino apra i battenti, la speranza è che riesca a dare una mano concreta per far quadrare in particolare il bilancio annuale degli editori più piccoli e indipendenti, in un quadro generale sempre più fosco (un recente report dell’Istat indica una produzione di  volumi 13 volte maggiore nell’ultimo secolo, ma un progressivo declino di lettori), fatta eccezione proprio per l’editoria dedicata ai più piccoli, una fascia compresa tra i 3 e i 14 anni, l’unica che sembra ancora essere in grado di resistere, con un incremento dell’8% in questi primi mesi del 2026 secondo quanto affermato dal Presidente dell’Associazione italiana editori, Innocenzo Cipolletta.

Lo spirito di questa edizione, sottolineano gli organizzatori, è dunque quello di guardare alla nuove generazioni “per creare un nuovo modo di stare insieme”. Leggere un buon libro, da soli o in compagnia, rimane ancora un esercizio tra i più efficaci, da svolgere quotidianamente.