Tentativo di conciliazione fallito, il 7 maggio è sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici degli istituti tecnici contro una riforma che il ministro vorrebbe far partire già il prossimo settembre.

La mobilitazione è stata proclamata dalla Flc Cgil: “La decisione – si legge in una nota – si rende necessaria vista l’assenza di risposte adeguate alle pesanti ricadute sulla qualità della didattica, sulle condizioni di lavoro del personale e sui livelli occupazionali, determinate dalla riforma degli istituti tecnici”.

Leggi anche

“Gli interventi correttivi sull’orario e lo stanziamento di esigue risorse aggiuntive, se da un lato ne riconoscono le falle, dall'altro risultano del tutto inadeguati e lontani dal costituire il ripensamento generale della riforma che rappresenta un ulteriore intervento per smantellare la scuola secondaria”, continua la nota.

“Con lo sciopero del 7 maggio, intendiamo dare continuità alle agitazioni già avviate. In mancanza di risposte significative dal ministero dell’Istruzione – rimarca la Flc Cgil - preannunciamo sin d'ora l'adozione di ulteriori forme di protesta e mobilitazione”.

“Con queste azioni infatti rivendichiamo un intervento strutturale che tuteli la qualità dell’istruzione tecnica e i diritti di tutto il personale della scuola”, conclude la nota.