Nulla di fatto al tavolo in Regione Lombardia sulla vertenza Airpack di Ossago Lodigiano. L’incontro sulla procedura di licenziamento collettivo si è chiuso senza alcun accordo e con un rinvio al 30 aprile.

Un mese di battaglie

Ancora una giornata di mobilitazione per le lavoratrici e i lavoratori dell'azienda lodigiana di materiali per imballaggi. Da circa un mese sono in presidio permanente, giorno e notte, davanti al loro stabilimento per contrastare la procedura di licenziamento collettivo e impedire che la proprietà possa portare via i macchinari e le loro residue speranze di riprendere le attività.

Il presidio davanti allo stabilimento Airpack (Filctem Cgil Lombardia)

Questa mattina una loro rappresentanza ha presidiato l'ingresso del palazzo della Regione Lombardia, in contemporanea con l’incontro istituzionale sulla vertenza. Una presenza visibile e sonora, mentre all'interno si discuteva il destino di 41 posti di lavoro.

Incontro rinviato al 30 aprile

Durante le scorse settimane, l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo, negando un vero confronto che, difatti, fin qui non ha prodotto soluzioni per gli addetti.

Purtroppo, anche il confronto di questa mattina si è chiuso senza accordo. Il Ceo non si è presentato e dopo aver ascoltato le ragioni delle parti sociali, le istituzioni ragionali hanno aggiornato il tavolo al 30 aprile.

Nel corso dell’incontro sono state ribadite le richieste sindacali: attivare la cassa integrazione e sospendere temporaneamente la procedura per consentire la formalizzazione di eventuali offerte di acquisto.

In attesa di sviluppi

La partita resta aperta e si gioca ora sul prossimo appuntamento. I lavoratori continuano il presidio, determinati a non lasciare cadere l’attenzione sulla vertenza. Sullo sfondo restano le possibili soluzioni industriali, con il possibile interessamento di nuovi acquirenti ancora tutto da verificare, mentre il tempo stringe per trovare un’alternativa ai licenziamenti.