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Fiom Cgil, Fsm Cisl e Uilm Uil hanno promosso oggi (lunedì 27 aprile) un sit-in delle lavoratrici e dei lavoratori della Bekaert Sardegna, al fine di tenere alta l’attenzione nei confronti di una vertenza che mette a rischio il futuro di 240 dipendenti diretti, oltre all’indotto.
“L’iniziativa – spiegano i sindacati – nasce a seguito della decisione della multinazionale belga Bekaert di mettere in vendita lo stabilimento di Macchiareddu (Cagliari), attivo da oltre cinquant’anni nella produzione di steel cord, a causa della contrazione dei volumi di mercato. Una scelta che, nell’attuale contesto, rischia di tradursi in una cessazione di attività mascherata.
La società incaricata dalla Bekaert per la vendita dello stabilimento di Macchiareddu, a distanza “di sei mesi dall’incarico e nonostante siano pervenute alcune manifestazioni di interesse, non dà evidenza concreta circa la presenza di potenziali acquirenti”.
Fiom, Fim e Uilm evidenziano che “ciò fa presupporre che la Bekaert abbia dato l’incarico ponendo dei vincoli stringenti che difficilmente garantiscono la continuità produttiva dello steel cord, la cordicella di rinforzo degli pneumatici, per la quale il sito cagliaritano si è sempre distinto per l’alta qualità di sviluppo”.
Il 29 aprile prossimo è previsto un incontro al ministero delle Imprese, a Roma, con la partecipazione del management europeo di Bekaert, finalizzato a fare il punto sulla vertenza. “Da tale incontro – proseguono le tre sigle – ci attendiamo una presa di posizione del governo nazionale finalizzato a mantenere la presenza della multinazionale belga sino al passaggio a un nuovo soggetto imprenditoriale, accompagnando il processo in continuità e dando prospettiva”.
Fiom, Fim e Uilm così concludono: “Le organizzazioni sindacali, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, oltre ai rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, che non hanno mai fatto mancare in questi mesi la loro presenza e vicinanza, chiedono al prefetto di Cagliari un intervento a sostegno della vertenza, affinché vengano attivate tutte le iniziative istituzionali necessarie a salvaguardare i livelli occupazionali e a garantire prospettive lavorative certe e durature per tutti i lavoratori coinvolti. Un intervento urgente, indispensabile per evitare gravi ricadute sociali ed economiche sull’intero territorio”.






















