“L'agonia di Mirafiori continua da ormai 18 lunghissimi anni e con lei si stanno spegnendo le fabbriche dell'indotto auto, con conseguenze drammatiche per le lavoratrici e i lavoratori”. Lo afferma Edi Lazzi, segretario generale della Fiom Cgil di Torino, commentando i nuovi contratti di solidarietà al polo Stellantis.

“Abbiamo bisogno di un piano speciale – aggiunge Lazzi – per il rilancio del settore automotive e dell'industria manifatturiera del nostro territorio, che potrà essere messo in atto solo con un'unità di intenti dell'intera classe dirigente di Torino e Piemonte. A partire, ovviamente, dal presidente Cirio e dal sindaco Lorusso che dovrebbero, francamente, fare decisamente di più nell'individuare soluzioni idonee per uscire da questa impasse”.

La denuncia arriva anche da Gianni Mannori, responsabile Fiom di Mirafiori: “La 500 elettrica produce col contagocce, la 500 ibrida partirà lentamente non prima di due mesi. Nel frattempo i lavoratori, già pesantemente colpiti nel salario, passeranno un altro lungo periodo in cassa integrazione con cui finiranno il 2025 e cominceranno il 2026”.

Per il sindacato, il nodo è la mancanza di prospettive. “Se non verrà assegnato velocemente un altro modello a Mirafiori, questa situazione si ripeterà anche nei prossimi anni. È indispensabile che le parole spese sulla centralità di Torino dal presidente Elkann e dal ceo Filosa si traducano in fatti concreti: investimenti e almeno un nuovo modello”, conclude Mannori. “Non ci basta festeggiare la Grande Panda prodotta in Serbia o le sue varianti in Brasile e Marocco, altrimenti Torino resterà centrale solo per il suo impoverimento”.

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