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Trasferirsi a oltre 600 chilometri da casa o rischiare di perdere il posto di lavoro. È il bivio davanti al quale si trovano dieci lavoratrici e lavoratori dello stabilimento Metalchimica di Rivalta Scrivia, in provincia di Alessandria, dopo la decisione aziendale di procedere con i trasferimenti verso il sito di Pineto, nel Teramano.
I trasferimenti sono stati comunicati nei giorni scorsi e prevedono che i dieci dipendenti si presentino nello stabilimento abruzzese lunedì prossimo, 19 gennaio. Una scadenza ravvicinata che rende ancora più difficile qualsiasi ipotesi di riorganizzazione individuale e che, di fatto, mette i lavoratori con le spalle al muro.
Il confronto fallito e il no dell’azienda
Il tema è stato al centro dell’incontro tra Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e i legali di Metalchimica. In quella sede, le organizzazioni sindacali hanno chiesto di valutare soluzioni alternative ai trasferimenti, come il ricorso agli ammortizzatori sociali o al contratto di solidarietà.
L’obiettivo dichiarato era gestire temporaneamente la fase di difficoltà, in attesa di eventuali sviluppi, evitando decisioni traumatiche per il personale coinvolto. La risposta dell’azienda è stata però negativa. Metalchimica ha confermato la linea dei trasferimenti, motivandola con una forte contrazione dei volumi produttivi e una conseguente riduzione delle commesse.
Le motivazioni e le perplessità dei sindacati
Secondo quanto riferito dall’azienda, la riduzione delle commesse sarebbe legata anche a problemi di qualità del prodotto. Una spiegazione che non ha convinto le organizzazioni sindacali, che hanno espresso perplessità e disappunto. Per Filctem, Femca e Uiltec, la decisione scarica interamente sui lavoratori il peso delle difficoltà aziendali.
Le ricadute sociali appaiono evidenti: trasferimenti a lunga distanza difficilmente sostenibili oppure, come unica alternativa, l’ingresso nelle già lunghe liste di disoccupazione della provincia di Alessandria. Una prospettiva che colpisce non solo i dieci lavoratori coinvolti, ma l’intero tessuto occupazionale del territorio.
L’allarme sul futuro del sito di Rivalta Scrivia
La preoccupazione dei sindacati va oltre i trasferimenti annunciati. Al centro del confronto c’è anche il futuro dei restanti dipendenti del sito di Rivalta Scrivia. La scelta di spostare personale viene letta come un segnale che potrebbe preludere a un progressivo ridimensionamento dello stabilimento. Per questo i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto all’azienda di impegnarsi ad aprire un tavolo di confronto. L’obiettivo è condividere un piano di risanamento che metta al centro la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva dello stabilimento, evitando nuove criticità nel prossimo futuro.























