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Nelle Marche, nel primo trimestre 2026, sono state richieste e autorizzate complessivamente 11,4 milioni di ore di cassa integrazione, Fis e altri fondi di solidarietà. È quanto emerge dai dati Inps, elaborati dall’Ires Cgil Marche. Cassa integrazione triplicata in due anni; nell’industria si tocca quota +63,4%. “È allarme per l’industria, da anni non si registrano dati così preoccupanti – sottolinea Eleonora Fontana, segretaria regionale Cgil Marche –.Stiamo andando verso la recessione”.
I dati: nelle Marche la Cig registra un aumento di 4,3 milioni di ore (+61%)
In particolare, la cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) si attesta a 11,3 milioni di ore mentre il ricorso a Fis e altri fondi arriva a 109 mila ore. Rispetto al primo trimestre dell’anno precedente, nelle Marche la Cig registra un aumento di 4,3 milioni di ore (+61%). Nella regione, si evidenzia una tendenza opposta rispetto a quella del Centro Italia (-11,3%) e dell’Italia nel complesso (-23,9%). Le ore autorizzate di Cig nelle Marche rappresentano il 49,2% del totale delle ore autorizzate nell’intero Centro Italia: è la prima volta, dal 2009, che le Marche assorbono tale quantità di ore. Lo scorso, anno nello stesso periodo, l’incidenza era pari al 27,1%.
L’aumento è totalmente ascrivibile alla cassa integrazione straordinaria (+5,8 milioni di ore), in particolare nella sua componente Riorganizzazione e Crisi (+6,5 milioni di ore). Diminuisce invece la Cig ordinaria (-1,5 milioni).
L’industria assorbe la maggior parte delle ore autorizzate (11,1 milioni di ore) e in termini assoluti registra l’aumento più significativo (+4,3 milioni di ore). Al suo interno, l’incremento è imputabile ai comparti della meccanica (+4,8 milioni di ore) e del legno (+614 mila ore). Il terziario osserva una crescita di oltre 42 mila ore di Cig autorizzate, principalmente concentrate nel commercio all’ingrosso e al minuto.
Santarelli, Cgil Marche: “In regione c’è un problema strutturale del sistema manifatturiero”
“Il dato del primo trimestre 2026 evidenzia una situazione allarmante nelle Marche, che non si spiega solo con il quadro internazionale e le difficoltà relative alle problematiche energetiche. Nella regione, c’è un problema strutturale del sistema manifatturiero e una perdita del potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori –dichiara Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche –. Urgono misure di rilancio dello sviluppo che, dopo oltre ciqnue anni di governo Acquaroli, non vediamo. C’è bisogno di misure mirate e selettive. La Zes a pioggia è insufficiente per colmare i ritardi di questa regione. I lavoratori sono quelli che pagano per primi questi ritardi: ogni mese di Cig è un taglio drastico alle entrate delle famiglie”.

























