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Si fermano per l’intera giornata di oggi (martedì 21 aprile) i lavoratori della Fondazione Bologna University Press, la casa editrice universitaria. Lo sciopero, proclamato dalla Slc Cgil di Bologna, rappresenta una nuova tappa nella vertenza con la casa editrice.
La mobilitazione, infatti, arriva in risposta al piano di risanamento presentato lo scorso 16 aprile, che secondo i dipendenti e il sindacato nasconderebbe in realtà un progressivo smantellamento dell’azienda. Il documento prevede due licenziamenti già a partire da maggio 2026 e ulteriori due nel gennaio 2027, con la possibilità di ulteriori esuberi legati all’andamento dei ricavi nel corso dell’anno.
Secondo la denuncia sindacale, il piano non contempla strumenti di tutela come gli ammortizzatori sociali, mentre punta su esternalizzazioni di attività redazionali e sulla terziarizzazione del magazzino già nei prossimi mesi. Critiche anche alla mancanza di strategie concrete di rilancio, sostituite – secondo i lavoratori – da “previsioni di belle speranze”.
Nel mirino anche il mancato rispetto dell’accordo sindacale del 30 giugno 2025. L’azienda, pur auspicando una soluzione conciliativa entro il 30 aprile, avrebbe escluso di fatto il ruolo negoziale del sindacato, subordinando inoltre l’attuazione del piano a un finanziamento di 689 mila euro da parte dell’Università di Bologna, attraverso il socio unico FAM.
Nonostante il clima di tensione, i lavoratori ribadiscono la disponibilità al dialogo. Tra le richieste avanzate figurano il ricorso alla cassa integrazione prevista per il settore editoriale, la revisione del piano con il supporto di tecnici qualificati e, soprattutto, la salvaguardia di tutti i posti di lavoro.
Il sindacato invita inoltre l’Ateneo bolognese a intervenire direttamente nella vertenza, assumendosi un ruolo attivo nella tutela dell’occupazione e nella valorizzazione della produzione editoriale in open access, che rappresenta circa l’80% delle pubblicazioni della casa editrice. Resta dunque aperta la partita per il futuro della Bologna University Press, tra richieste di rilancio e timori di chiusura. I lavoratori, intanto, attendono risposte concrete.
























