Licenziato per “scarso rendimento”, ma si tratta di un parametro non presente sul contratto e così, dopo un anno il lavoratore è tornato al suo posto. Accade a Lecce, nel servizio di lettura dei contatori affidato in appalto da Acquedotto Pugliese alla F.Imm. Il dipendente era stato allontanato nel maggio 2025, una decisione contestata subito dalla Filctem Cgil e impugnata sul piano sindacale. Ora la vicenda si chiude con un accordo stragiudiziale: reintegra e risarcimento economico. Per il sindacato è la dimostrazione che quel licenziamento non reggeva.

Il precedente che preoccupa

La questione non si chiude con il ritorno al lavoro. Il nodo resta tutto dentro le regole del contratto. Quando F.Imm. ha preso in carico il servizio, ereditando 42 letturisti dalla precedente gestione, ha provato a introdurre criteri di produttività che non erano previsti.

Secondo la Filctem Cgil, proprio lì si è aperta la frattura. Licenziare per scarso rendimento, senza un riferimento contrattuale, significa spostare l’equilibrio del rapporto di lavoro. Il caso diventa così un precedente potenzialmente replicabile.

La partita vera: internalizzare il servizio

Dietro il caso individuale si muove una questione più grande. Il servizio di lettura è in appalto da anni, nonostante un piano strategico approvato nel 2022 prevedesse l’internalizzazione dei lavoratori. La Filctem Cgil torna a chiedere che Acquedotto Pugliese dia seguito a quell’impegno. Non solo per stabilizzare i 42 letturisti, ma per evitare che situazioni simili possano ripetersi. Il rischio, secondo il sindacato, è che l’esternalizzazione continui a produrre tensioni e margini di discrezionalità nelle condizioni di lavoro.

Il tempo stringe. Nel capitolato l’appalto ha una scadenza fissata a maggio 2026. Eppure, nelle ultime settimane, circolano voci di una possibile proroga.

L’appello alla Regione

Il sindacato chiama in causa direttamente la Regione Puglia. L’invito è a non cambiare rotta rispetto agli impegni presi in passato e a riportare il servizio sotto il controllo diretto dell’azienda pubblica. Una nuova proroga dell’appalto aprirebbe un altro capitolo di incertezza. Non solo per i lavoratori coinvolti, ma per l’intero modello di gestione del servizio. La vertenza dei letturisti, che dura da oltre dieci anni, rischia di allungarsi ancora.