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Due cadute dall’alto in due giorni. È il triste bilancio delle ultime 48 ore per la sicurezza dei cantieri in provincia di Lecce. Il 4 febbraio è toccato a un 34enne di Campi Salentina, caduto da un’altezza di quattro metri mentre lavorava a Sant’Isidoro (Nardò). Il 5 febbraio a un giovane di 29 anni, impegnato in alcuni lavori a Monteruga (Veglie). Entrambi i lavoratori sono stati ricoverati con prognosi riservata.
Toma, Fillea Lecce: “Dietro ogni infortunio non c’è mai fatalità, ma piuttosto cause specifiche”
“Non è certo casuale che due incidenti con dinamiche simili siano avvenuti in un lasso di tempo così ravvicinato né è al caso che i lavoratori possono affidare la propria vita quando escono la mattina da casa per andare a guadagnarsi di che vivere”, dice il segretario generale della Fillea Cgil Lecce, Luca Toma. “Le cadute dall’alto sono tra le cause più ricorrenti di incidenti nei cantieri edili. Incidenti che causano infortuni a volte mortali o di tale gravità da lasciare segni indelebili sul corpo e sulla psiche degli operai. Dietro ogni infortunio non c’è mai fatalità, ma piuttosto cause specifiche, che riguardano i dispositivi di prevenzione, la formazione, la sottovalutazione del rischio, i ritmi di lavoro, la poca cultura della sicurezza”.
“Il nostro territorio – prosegue la nota – sta continuando a pagare un prezzo altissimo: tutto ciò è intollerabile. Sarà compito delle forze dell’ordine, degli organi di controllo e della magistratura stabilire cause e dinamiche di questi due gravi incidenti sul lavoro. Di certo il territorio deve riflettere seriamente, senza limitarsi alle parole di circostanza. Nè possiamo pensare di acquietare le coscienze con convocazioni di sterili tavoli istituzionali. La sicurezza sul lavoro deve essere un’ossessione di tutti: dai lavoratori alle imprese, dai cittadini alle istituzioni. Bisogna prendere consapevolezza che non esiste qualità del lavoro né sviluppo del territorio senza la doverosa attenzione verso la sicurezza dei lavoratori. Concetti che oggi sembrano essere schiacciati dalla ricerca del profitto e dalla retorica del fare in fretta”.






















