È finita anche un po’ peggio di quello che i sondaggi avevano ampiamente predetto. Perché, oltre il dato politico che conferma la destra alla guida della Lombardia e certifica la vittoria della destra nel Lazio, c’è un dato al quale rischiamo pericolosamente di abituarci. Quello dell’astensione che questa volta, in più parti, tocca punte da record. Su tutti, il numero che scoperchia un baratro sulla partecipazione e la fiducia dei cittadini nella politica è quello di Roma, dove è andato a votare solo il 33,11% degli aventi diritto. Insomma, due persone su tre hanno deciso di disertare le urne.

Risultati

Andiamo per ordine. I cittadini di Lazio e Lombardia erano chiamati a scegliere il governo regionale. Mentre scriviamo non è finito lo spoglio, ma i risultati che si profilano sono quelli di una vittoria netta, nel Lazio, della coalizione di centro destra che appoggia Francesco Rocca. Larghissimo il distacco sul candidato appoggiato dal centro sinistra, Alessio D’Amato, e ancora più ampio quello sulla candidata di Movimento 5 Stelle e Polo progressista, Donatella Bianchi. Stesso esito a Milano, dove a trionfare di nuovo nelle regionali è il governatore uscente, espressione del centro destra, Attilio Fontana, molto distante dal principale inseguitore, Pierfrancesco Majorino, candidato del centro sinistra, che qui vedeva alleati Pd e M5S. 

Lazio, il commento di Natale Di Cola

Di “dato impietoso” parla, su un commento affidato alla sua pagina Facebook, Natale Di Cola, neo eletto segretario della Cgil di Roma e del Lazio, concentrandosi in particolare sulla scarsissima affluenza alle urne. “Le persone che si sono recate alle urne sono la netta minoranza. A essere onesti non ci sorprende che il primo ‘partito’ sia l’astensionismo: è stata una brutta campagna elettorale, senza idee forti e con scelte sbagliate, ma non bisogna nascondersi nell’illusione del non-voto come semplice forma di protesta. Le ragioni del silenzioso dissenso e della sfiducia verso le forze politiche e la classe dirigente dei partiti sono molto più profonde. Ragioni che non sembrano venir capite. O peggio non sentite”.

L’analisi del leader sindacale parla di “una società che né migliora, né regredisce, dove le riforme e le scelte politiche hanno traguardi brevi, dimensioni modeste, campi di azione ristretti, che vive nel ricatto della rapidità e della soluzione a breve, senza pensiero lungo. Una società che ha perso l’aspirazione e rinunciato al bisogno di cambiare le cose. Dove l'85% delle persone, pensando al futuro, vede all’orizzonte solo incertezza, rassegnazione e fatalismo che spingono la non partecipazione al voto”.

“Uscire dal sentimento di rassegnazione all’esistente e alla stagnazione”, scrive Natale Di Cola, è l’unica soluzione alla crisi della partecipazione, sottovalutata dalle forze politiche, che non hanno compreso la lezione del 25 settembre. “Non è semplice, richiede un lungo e faticoso lavoro, di ricucitura del rapporto con le persone e i territori, rimettendo al centro i percorsi di partecipazione dal basso, di coerenza tra i programmi con cui si viene eletti e le scelte amministrative, di idee coraggiose e forti per superare le disuguaglianze e le ingiustizie sociali”. E di questa affluenza così bassa, scrive il segretario della Cgil capitolina, ne dovrà tenere conto anche chi avrà il compito di governare il Lazio. “Non aver ricevuto il consenso della maggioranza delle cittadine e dei cittadini di questa regione deve essere il tormento della prossima giunta, da cui ci aspettiamo che su ogni scelta costruisca la massima partecipazione e condivisione possibile”.

Lombardia, il commento di Alessandro Pagano

In serata raggiungiamo al telefono il segretario generale della Cgil Lombardia, Alessandro Pagano. Anche il suo commento inizia da "un'astensione che non si era mai vista, con un'affluenza media di circa il 40%. Un primo dato che fa riflettere sulla indifferenza che si sta manifestando sempre di più anche nelle elezioni locali, nonostante dei contenuti che dovrebbero essere meno politici e più operativi. E invece il risultato non è diverso rispetto a quello registrato in altri contesti".

In Lombardia dunque resterà al potere Attilio Fontana, governatore in questi anni di pandemia. "C'è evidentemente la rimozione di quanto è successo con il Covid. Questo ci lascia molto perplessi. Noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto fin qui, perché siamo per il cambiamento e la discontinuità rispetto al modo in cui è stata gestita la regione, proprio a partire dai temi che riguardano il sistema socio sanitario, ma non solo. Parliamo anche delle carenze in tema di trasposto pubblico locale, di politica della casa e, complessivamente, delle questioni inerenti l'intervento sui fondamentali dell'economia lombarda, solidi ma in relativo peggioramento rispetto alle altre aree d'Europa con le quali la Lombardia normalmente si confronta".

"La sanità - ci spiega il segretario generale della Cgil Lombardia - resta la grande preoccupazione, anche in considerazione di una legge di riforma che, a proposito di contraddizioni, è firmata Moratti (Letizia Moratti era stata candidata in queste elezioni da Azione - Italia Vivaed è arrivata terza, molto distante dai risultati del centro destra). Una legge che ha ulteriormente spinto il sistema verso una gestione privata, orientata al business, a scapito di una dimensione universale del servizio sanitario regionale che è quella indicata dalla Legge 833 e dal diritto alla salute sancito dalla Costituzione".

"Un risultato che delude e che motiva a questo punto ancora di più la volontà di restare in campo, insieme a Cisl e Uil - con cui abbiamo condiviso le battaglie di questi anni - per lottare per un cambiamento di direzione del governo di questa regione. L'astensionismo - ci ha detto Alessandro Pagano - è in grande continuità con quello che abbiamo visto in questi anni: con il 50% dei voti sul 40% degli aventi diritto il centro destra è di nuovo al governo di questa regione. Queste sono le regole, vanno rispettate. Ma questo ci conferma che c'è molto spazio per mobilitarci per il cambiamento: noi questo spazio dobbiamo provare a occuparlo".