Si chiude una prima fase della vertenza alla Harmont & Blaine di Caivano. Dopo settimane di tensione e mobilitazione sindacale, è stato raggiunto un accordo quadro in Regione Campania che introduce ammortizzatori sociali per affrontare la crisi dell’azienda e scongiurare i licenziamenti.

L’intesa prevede la cassa integrazione straordinaria per dodici mesi, un incentivo all’esodo e la possibilità di percorsi di ricollocazione esterna. Misure che arrivano dopo l’apertura della procedura di licenziamento che riguardava 32 lavoratrici e lavoratori su un totale di 129 dipendenti dello stabilimento.

I licenziamenti ritirati dopo la mobilitazione

Secondo Cgil e Filctem Cgil Napoli e Campania, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori ha consentito di ribaltare l’impostazione iniziale dell’azienda.

“L’accordo chiude una prima fase estremamente complicata" spiegano Raffaele Paudice e Andrea Pastore, componenti delle segreterie di Cgil e Filctem Cgil Napoli e Campania. "Attraverso la mobilitazione – sottolineano – siamo riusciti a far rientrare tutti i licenziamenti e ad aprire una fase di ammortizzatori sociali che tenterà di rilanciare il lavoro e favorire nuovi investimenti”.

Il nodo del futuro dello stabilimento

Il punto ora è capire quale sarà il futuro produttivo del sito di Caivano. Il tema è stato al centro anche dell’incontro che si è svolto oggi in Prefettura a Napoli alla presenza del prefetto Michele di Bari.

Per il sindacato la vertenza resta aperta. L’obiettivo è evitare qualsiasi ipotesi di smantellamento dello stabilimento e difendere un presidio industriale considerato importante per il territorio. “Questo è solo un primo passo a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori di un’azienda che grazie a loro è diventata un’eccellenza del nostro territorio e che non permetteremo sia smantellata o portata altrove”, affermano Paudice e Pastore.

Un territorio fragile ma industriale

Il confronto si inserisce in un contesto territoriale particolarmente delicato. Caivano è un’area segnata da crisi industriali e tensioni sociali, ma resta anche uno dei poli produttivi storici della provincia di Napoli.

Per questo Cgil e Filctem annunciano che seguiranno con attenzione i prossimi passaggi della vertenza. “Monitoreremo questa fase per utilizzare tutti gli strumenti disponibili e uscire definitivamente dall’attuale stato di crisi”, concludono i due dirigenti sindacali.