Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Giochi Preziosi, denunciando un quadro di crescente incertezza occupazionale dopo l'ultimo confronto con l'azienda sul futuro della rete commerciale.

Al centro della vertenza c’è il piano di riorganizzazione del gruppo, che interessa una trentina di punti vendita distribuiti in tutta Italia. Molti negozi sono già stati chiusi, altri sono in fase di chiusura, mentre per alcuni sono in corso trattative per la cessione.

Lavoratori senza certezze

Secondo le organizzazioni sindacali, il continuo aggiornamento del piano, con modifiche al calendario delle chiusure e ipotesi ancora aperte di vendita di rami d’azienda, rende sempre più difficile comprendere quale sarà il destino delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

La mobilitazione riguarda complessivamente circa 320 addetti impiegati nelle sedi centrali, nelle strutture operative e nei punti vendita delle diverse società del gruppo: Giochi Preziosi S.p.A., Giochi Preziosi Italia, Giochi Preziosi Store, GPH S.r.l., Startrade S.r.l., Giocheria S.r.l. e Grandi Giochi S.r.l.

Sindacati: serve un piano chiaro

Per Filcams, Fisascat e Uiltucs “il quadro continua a mutare, alimentando forti incertezze occupazionali e rendendo indispensabile un confronto trasparente, informazioni certe e un vero piano industriale per il futuro del gruppo”. I sindacati denunciano che “la progressiva dismissione della rete commerciale continua a produrre pesanti ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori”, mentre restano senza risposta le questioni relative alle ricollocazioni, agli strumenti di tutela e alle prospettive occupazionali.

L’ultimo aggiornamento fornito dall’azienda, sottolineano ancora le tre sigle, “conferma un cronoprogramma in continua evoluzione, con rinvii di alcune chiusure, anticipazioni di altre e trattative ancora aperte per possibili cessioni di rami d’azienda”.

Con la proclamazione dello stato di agitazione, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono quindi l’apertura di un confronto che definisca un percorso chiaro per la riorganizzazione del gruppo e garantisca la tutela dell'occupazione.