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Servizi pubblici in sofferenza e il rischio di perdere 570 unità di personale entro il 2028. Sono queste le ragioni alla base dello stato di agitazione proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp per le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Genova. Una situazione fotografata oggi durante il presidio davanti alla prefettura e nell’incontro con il vice prefetto, che ha scandito la giornata di mobilitazione.
I motivi della protesta, i tre nodi sul tavolo: carenza personale, organizzazione del lavoro, lavoratori allo stremo
Per quanto riguarda i motivi della protesta, i sindacati ricordano “i tre nodi urgenti sul tavolo: il taglio degli organici è ormai cronico e non è riferibile solo all’attuale amministrazione, ma è aggravato dai tetti alle assunzioni imposti a livello nazionale, che da anni bloccano il turn-over e il ricambio generazionale. Entro il 2028 il Comune rischia un calo di 570 unità rispetto al personale attuale. Organizzazione del lavoro da rivedere: i carichi diventano sempre più pesanti e ricadono sul personale in servizio. Lo straordinario è strutturale e i lavoratori sono allo stremo. Le 90 mila ore di straordinario annue certificano una carenza strutturale. L’utilizzo sistematico dello straordinario non può essere la risposta alla mancanza di organici”.
Sindacati: “Servono risposte subito, la situazione è insostenibile”
“Carenza di personale, organizzazione del lavoro da rivedere, lavoratori allo stremo delle forze. Servono risposte subito – dichiarano unitariamente i sindacati –.Le lavoratrici e i lavoratori sono in stato di agitazione perché la situazione non è più sostenibile. Chiediamo una contrattazione di anticipo, l’istituzione di una banca ore e un impegno formale a non esternalizzare i servizi. Servono assunzioni subito. E va data applicazione chiara e trasparente agli accordi già sottoscritti su smart working, buoni pasto, mobilità interna, quote di salario accessorio e revisione delle progressioni orizzontali, che oggi penalizzano i neo-assunti”.






















