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La Cgil a Parma inaugura “Corrispondenze”, la prima edizione di un festival che vuole aprire i luoghi di confronto del sindacato all’esterno, indagando spazi e temi che riescano a coinvolgere anche chi normalmente non frequenta l’organizzazione. Appuntamento il 2, 3 e 4 luglio alle ore 20:00 alla Corte di Giarola a Collecchio con un programma di dibattiti e interviste ricchissimo, una tre giorni di cultura e divertimento.
“Nella nostra testa – ci ha spiegato la segretaria generale della Cgil Parma, Lisa Gattini – è un inizio, un esperimento, poiché questa è la prima volta che ci dedichiamo alla costruzione di un festival. Un appuntamento dal taglio il più possibile culturale, aperto al nostro mondo, al pianeta Cgil, ma con contenuti e modalità che attraggano coloro che non ci conoscono o che pensano a noi solo come un sindacato di servizi o corporativo, che si occupa di salari e vertenze”.
Il file rouge stavolta sarà l’apertura verso l’esterno. “Accettandone anche le provocazioni – misura le parole per essere chiara la segretaria della Camera del Lavoro. Il sindacato molla gli ormeggi, salpa l’ancora e si dirige in mare aperto, provando a esercitare nel concreto delle scelte di tematiche e ospiti quella confederalità che non tutti conoscono o gli riconoscono, spesso anche per partito preso –. Misurarci con l’esterno e rispondere intelligentemente, speriamo, a provocazioni o critiche è un esercizio che sta mettendo in pratica anche la Cgil nazionale – spiega Lisa Gattini –. Per tutti questi motivi abbiamo inserito alcuni argomenti in palinsesto: le politiche internazionali con l’intervista a Lucia Goracci. Il grosso tema sull’immigrazione e, soprattutto, sulla percezione dell’immigrazione. Serate di approfondimento nelle quali il tentativo è quello di usare un tono divulgativo, non accademico, per accogliere anziché respingere”.
Anche a Parma la Cgil prova ad allungare lo sguardo più in là, oltre la provincia, a quello che sta succedendo un po’ ovunque, fa paura e condiziona sempre più spesso la vita quotidiana, anche all’ombra del Battistero. Non solo un esercizio culturale fine a se stesso, ma uno sforzo che affonda le sue ragioni nell’attività stessa del sindacato e che un sindacato può portare avanti nel modo più intelligente possibile solo se conosce il mondo intorno.
È tra i nodi di queste riflessioni che nasce il nome “Corrispondenze”? “Corrispondenze ci piaceva – spiega la segretaria –, ci piace mettere noi stessi alla prova e misurare quanto riusciremo, anche attraverso queste giornate, a contaminare gli altri e quanto gli altri, con i loro punti di vista diversi, potranno contaminarci, creando una ideale corrispondenza tra visioni. Dialogare è la parola chiave”.
E non avete paura di rischiare in un territorio in cui la Cgil è già forte e connotata? “Diciamo che noi abbiamo una forte connotazione e autorevolezza sul territorio, corrispondiamo a tante esigenze e siamo su tanti pezzi, ma anche qui da noi c’è una domanda di argomenti diversi, c’è una necessità, anche da parte nostra, di proporre – e di ragionare e confrontarci – su temi nuovi rispetto ai tempi che corrono. Dobbiamo capire. Siamo sicuri che dentro alla bolla degli iscritti Cgil ci sia una consapevolezza comune e uniforme di ciò che è oggi l’immigrazione? Era tempo, allora, di uscire su temi come questo, esporci, anche provocatoriamente, e reggere l’urto delle provocazioni altrui”.
Un altro esempio? “Il dibattito ‘Come ti vesti’. Dietro l’abito che fa il monaco c’è una cultura molto sessista, rivolta al femminile: la moda mi impone questo modo di vestire, mi ‘chiede’ di avere un corpo così. Di fronte a questi temi interverranno donne giovani e anziane – risponde Lisa Gattini –. Si parla molto di genere, proviamo a esplicitarlo su un tema, se vuoi, futile, come le mode, per scoprire i tanti luoghi comuni che vi si annidano e che possono essere confutati. È un altro modo, pensiamo altrettanto profondo e importante, per parlare di donne, anche senza tirare in ballo il report sul gap salariale o il tema della violenza contro le donne”.
Altro target che la Cgil vorrebbe mettere al centro delle sue riflessioni è quello dei giovani, in una città che si è candidata “Città Europea per i Giovani 2027”. Per parlare di e con i giovani uno degli ospiti di Corrispondenze sarà Lorenzo Lavagetto, vicesindaco e assessore alla Cultura.
Qual è al fondo l’obiettivo di Corrispondenze, quello che, se lo porterete a casa, vi farà tirare un sospiro di sollievo e pensare che l’esperimento sia riuscito? “Trovare un canale di comunicazione, una forma comunicativa diversa da quella che viene utilizzata normalmente. Io – dichiara Lisa Gattini – non sono per la semplificazione estrema, è necessario alzare il livello culturale. Solo se usi il linguaggio giusto puoi farti capire. Lo sforzo è molto grosso, lo sta compiendo tutta l’organizzazione: quello di svecchiare temi e modalità, uscire dalla bolla che è fatta anche di una maschera linguistica, scoppiarla e trovare un linguaggio diverso. Per riuscirci – ecco l’essenza della scelta della parola Corrispondenze – devi ascoltare molto e filtrare. Solo così riuscirai a capire cosa usare per interloquire”.


























