C’è più tempo per costruire una soluzione condivisa nella vertenza Sicor Srl, società del gruppo Teva, uno dei principali produttori mondiali di farmaci equivalenti e principi attivi. Al ministero del Lavoro è stato raggiunto un accordo che proroga i termini in scadenza della procedura di licenziamento collettivo fino al 18 settembre 2026. L’intesa è stata sottoscritta al termine dell’incontro tra azienda, ministero, organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alle Rsu.

La decisione nasce dalla volontà delle parti di completare un accordo complesso che punta a limitare il più possibile l’impatto occupazionale della riorganizzazione annunciata dal gruppo.

Villanterio resta aperto fino al 2027

Il risultato più significativo riguarda lo stabilimento Teva di Villanterio, in provincia di Pavia, specializzato nella produzione di principi attivi farmaceutici. Accogliendo le richieste avanzate dai sindacati, l’azienda ha rinunciato alla chiusura immediata del sito, rinviandola a dicembre 2027.

Le attività produttive proseguiranno almeno fino a marzo 2027, creando il tempo necessario per cercare un potenziale acquirente e avviare un percorso di reindustrializzazione che possa garantire continuità produttiva e occupazionale. Una scelta che rappresenta un primo risultato del confronto avviato nelle scorse settimane e che lascia aperta la possibilità di salvaguardare il presidio industriale.

Uscite volontarie per i 61 esuberi

La trattativa prosegue anche sulla gestione dei 61 esuberi previsti negli stabilimenti di Rho, Santhià e Caronno Pertusella. L’obiettivo condiviso da azienda e sindacati è evitare licenziamenti unilaterali, privilegiando un percorso basato esclusivamente su adesioni volontarie.

L’ipotesi attualmente sul tavolo prevede un piano di incentivi economici destinato ai lavoratori interessati, con priorità per chi maturerà i requisiti pensionistici nei prossimi cinque anni. Restano però da definire gli aspetti tecnici, economici e applicativi dell’intesa, motivo per cui si è resa necessaria la proroga della fase amministrativa.

Due mesi per chiudere l’accordo

Da qui al 18 settembre le parti lavoreranno alla stesura definitiva dell’accordo quadro. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una soluzione che riduca al minimo le ricadute sociali della riorganizzazione industriale, salvaguardando il maggior numero possibile di posti di lavoro e favorendo il rilancio del sito produttivo di Villanterio.

Per Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, il rinvio della procedura rappresenta uno spazio negoziale importante per consolidare gli impegni assunti dall’azienda e trasformarli in un accordo definitivo capace di offrire maggiori tutele ai lavoratori coinvolti.