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Vera e propria emergenza nazionale, i Vigili del fuoco sono troppo pochi, sono sottorganico di almeno 4.000 unità e mancano anche 1.000 amministrativi. Come si fa a garantire il soccorso ai cittadini e cittadine in queste condizioni? Quella che è una vera e propria emergenza, strano a dirsi, è però ricorrente. Ogni anno, allo scoccare dell’estate il periodo di maggiore necessità di un soccorso tempestivo e adeguato (è la stagione degli incendi boschivi), si torna violentemente a dover fare i conti con i numeri che non tornano. I numeri sono quelli del personale in servizio, dei mezzi adeguati alle necessità al soccorso. I numeri che non tornano sono anche quelli delle buste paga impoverite del 10% a causa dell’ultimo rinnovo contrattuale che non ha visto aumenti coerenti con l’inflazione.
“La gravissima e inaccettabile situazione emergenziale in cui versano i Vigili del fuoco sta assumendo dimensioni senza precedenti e rappresenta un rischio concreto sia per il personale impegnato quotidianamente nelle attività di soccorso, sia per le cittadine e i cittadini che confidano in un servizio pubblico essenziale”. Questa il duro commento del coordinatore nazionale Fp Cgil Vigili del fuoco, Mauro Giulianella, e della segretaria nazionale Fp Cgil, Giordana Pallone.
Che aggiungono: “Dopo aver denunciato nelle scorse settimane la temporanea chiusura e l’inoperatività di numerosi reparti volo strategici per la sicurezza del territorio nazionale, continuano ad arrivare segnalazioni allarmanti da tutto il Paese riguardanti la riduzione o la sospensione delle attività di distaccamenti territoriali, nuclei sommozzatori e nuclei nautici a causa della cronica carenza di personale operativo, specialista e qualificato”.
Gli esempi possono essere numerosi. Raccontano ancora i due dirigenti sindacali: “Da ultimo la direzione regionale della Sardegna ha comunicato al dipartimento che il Reparto volo di Alghero sarà non operativo a causa dell’assenza di istruttori elisoccorritori impegnati nelle attività formative programmate, del corso ispettori aeronaviganti in svolgimento, della forte carenza di tecnici di bordo e dell’approssimarsi del periodo estivo, durante il quale il personale dovrà necessariamente usufruire delle ferie maturate. Una situazione che certifica ancora una volta l’insostenibilità dell’attuale modello organizzativo”.
Ma quel che accade in Sardegna non è affatto un caso isolato: “Le vertenze territoriali aperte dalla Fp Cgil si moltiplicano giorno dopo giorno. Toscana, Puglia, Sardegna, Lazio, Lombardia, Campania, Sicilia, Emilia-Romagna e Piemonte sono state tra le prime regioni a dichiarare lo stato di agitazione del personale, ma il disagio è ormai diffuso sull’intero territorio nazionale. La carenza di organico interessa ogni settore del corpo, ogni qualifica e ogni ruolo, compromettendo la piena operatività delle sedi di servizio e riducendo la capacità di risposta alle emergenze”, aggiungono.
Come si può pensare di far fronte a una estate che si annuncia – come purtroppo succede di anno in anno – assai calda e arida con uomini e donne che arrivano ai mesi torridi già stanchi e stressati?
“Non è più il tempo della comprensione o delle giustificazioni – proseguono Giulianella e Pallone –, ma quello delle decisioni concrete. Il governo deve ascoltare il grido d’allarme che proviene non solo dalle organizzazioni sindacali ma anche dagli stessi dirigenti del Corpo e intervenire con urgenza per scongiurare un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro del personale operativo, garantire adeguati livelli di sicurezza agli operatori e assicurare la continuità del soccorso tecnico urgente su tutto il territorio nazionale”.
Poco personale e poco pagato e per far fronte sia alla carenza di organico che a buste paga erose dall’inflazione la tendenza a far ricorso allo straordinario è troppo diffusa. E diventa un rischio per la salute degli operatori e per la sicurezza dei cittadini. Anche se comprensibile, il continuo ricorso a straordinari, richiami in servizio e rientri programmati per sopperire alle carenze strutturali proprio non va bene. Ancora un esempio: “Quando lo straordinario e il rientro in servizio diventano strumenti ordinari per mantenere operativo il dispositivo di soccorso si supera il limite della sostenibilità. Un tempo le partenze delle auto pompa serbatoio erano composte da sei unità operative; oggi, troppo spesso, si interviene con equipaggi ridotti, confidando nell’arrivo successivo di rinforzi. Una condizione che riteniamo inaccettabile e che espone lavoratori e cittadini a rischi crescenti”, si legge nella nota.
Qualche numero per capire di cosa parliamo: Personale operativo pianta organica 36331 organico reale 33149 - 3182 unità in meno. Personale ruolo tecnico pianta organica 4301 organico reale 3106 -1195 unità in meno. Personale di rappresentanza pianta organica 75 organico reale 66 - 9 unità in meno. Totale pianta organica 40707 organico reale 36321 - 4386 unità totali in meno. Cessazioni dal servizio nel triennio 2025-26-27 Personale operativo 3860 Personale ruolo 185 Totale 4045. Se si sommano le 4386 carenze attuali e quelle derivate dalla cessazione di 4045 si arriva ad un deficit di 7905 unità le assunzioni previste sono al lumicino pertanto la carenza al 2027 sarà sempre peggiore. Infine una sottolineatura che vorremmo non dover fare: le donne sono appena il 4,47% del totale dell’organico!.
Qulla della carenza di personale è “una situazione che peggiora di giorno in giorno e che rischia di esplodere con l’arrivo dell’estate, delle alte temperature, degli incendi boschivi, degli eventi meteorologici estremi, dell’incremento della mobilità sulle arterie autostradali e dell’aumento delle presenze turistiche. In questo contesto il soccorso tecnico urgente sarà chiamato a uno sforzo ancora maggiore in ambito terrestre, acquatico e aereo, proprio mentre vengono meno uomini e risorse indispensabili per garantire l’efficienza del sistema”.
Occorre attuare un piano straordinario di assunzioni, serve anche in altri comparti del lavoro pubblico, ma qui è indispensabile e non più rinviabile: “La Fp Cgil Vigili del cuoco non intende arretrare di un solo passo sulla vertenza assunzionale. Non si possono continuare a garantire servizi essenziali senza il personale necessario. Non è accettabile continuare a chiedere sacrifici ai lavoratori facendo leva sul loro senso del dovere e sulla loro impossibilità morale di sottrarsi al soccorso delle persone”.
In gioco è anche il volto dello Stato che dovrebbe presentarsi efficiente ed efficace ma, ricordano i due dirigenti sindacali: “quando viene meno la presenza dei professionisti del soccorso sul territorio, a diminuire non è soltanto un presidio operativo, ma la capacità dello Stato di garantire tempi di risposta adeguati e un soccorso efficace alle comunità”.
Il sindacato fa il sindacato e allora: “la Fp Cgil Vigili del fuoco sarà pronta a intraprendere ogni utile iniziativa nei confronti del dipartimento qualora dovessero verificarsi eventi lesivi per il personale riconducibili alle carenze di organico, all’eccessivo ricorso allo straordinario o ai richiami in servizio. Se necessario, tuteleremo le lavoratrici e i lavoratori in ogni sede".
























