Sono i Capabrò i vincitori della 29ª edizione del Premio Amnesty International Italia – sezione Emergenti. La band marchigiana si è aggiudicata il riconoscimento con il brano “Lavorare fa schifo”, conquistando anche il Premio della giuria popolare nella serata conclusiva del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, andata in scena domenica sera (26 luglio) a Rovigo. 

A completare il palmarès sono stati Esdra, vincitore del Premio della critica con Destà, e i Marilyn, che hanno ricevuto il Premio dello staff grazie al brano Arca di Noè. In finale anche Tizio Bononcini con “Uomo macho” e Diletta Fosso con “Bruciate tutto”.

I Capabrò, trio rock formato da Alessandro Corvatta, Diego Brocani e Giorgio Pantaloni, hanno convinto giuria e pubblico con una canzone che affronta con ironia e incisività il tema del lavoro e delle sue contraddizioni. Visibilmente emozionati durante la premiazione, hanno dedicato il riconoscimento “a chi ogni giorno si alza per andare a fare un lavoro che odia, a chi vive per lavorare e non viceversa e a chi esce di casa per andare al lavoro e poi a casa non ci torna più”.

A consegnare il premio è stata la presidente di Amnesty International Italia, Alba Bonetti. La serata finale ha visto salire sul palco anche Ibla e Murubutu & Moon Jazz Band, entrambi finalisti del Premio Amnesty nella sezione Big, mentre la conduzione dell'intero festival è stata affidata a Savino Zaba (Rai), Manola Borgato (Radio Kappa) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).

L'edizione 2026 del festival, iniziata il 23 luglio, ha trasformato per quattro giorni Rovigo in un punto di riferimento per la musica impegnata e la riflessione sui diritti umani. Sul palco si sono alternati artisti come Dente, Francamente, Magicaboola Brass Band, Agnese Valle, Giovanni Segreti Bruno, Vincenzo Fasano e il progetto Love Bombing, accanto agli otto semifinalisti del concorso dedicato agli artisti emergenti.

Non solo concerti. Il programma ha proposto incontri, mostre e dibattiti dedicati ad alcuni dei temi più attuali: dalla condizione delle carceri italiane al gender gap, dal ruolo del giornalismo nei conflitti alla libertà di espressione degli artisti, fino ai genocidi e alle esperienze di partecipazione civile.

“Rovigo è diventata un grande spazio di musica, incontri, arte e diritti umani – ha dichiarato il direttore artistico Michele Lionello –. Abbiamo vissuto quattro giornate di emozioni, riflessioni e libertà, dimostrando ancora una volta come la musica e la cultura possano essere strumenti di partecipazione, ascolto e consapevolezza”. Un messaggio riassunto dallo slogan che ha accompagnato l'intera manifestazione: "Fai sentire la tua voce". Il Premio Amnesty  è stato assegnato da una giuria composta da giornalisti, critici musicali, rappresentanti di Amnesty International, operatori culturali e professionisti del settore musicale.

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