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Contrattazione in settore bancario come laboratorio di avanguardia. Di avanguardia, strutturata e non episodica, capace di allargare diritti e tutele, di intervenire sull’organizzazione del lavoro e, caso pressoché unico nel panorama italiano, di misurarsi con il tema della nuova e buona occupazione. È la contrattazione di secondo livello nel settore bancario secondo una ricostruzione della Fisac Cgil che ha passato in rassegna le intese raggiunte nel corso dell’anno passato tra sindacati e i maggiori gruppi bancari del Paese. Settore ad altissima sindacalizzazione, con la presenza di cinque organizzazioni sindacali, che garantisce una copertura contrattuale pressoché totale sull’intera platea delle bancarie e dei bancari.
Gli accordi
Ultimo in ordine di tempo, a poche ore dalla fine dell’anno, l’accordo in Unicredit, che prevede 436 assunzioni a fronte di 484 uscite nel triennio 2026-2028. In aggiunta viene inoltre recepito interamente il Protocollo Abi in sostegno alle donne vittime di violenza, che consentirà di far assumere nel prossimo triennio 58 fra donne e figli e figlie di donne vittime di femminicidio, incrementando di fatto il perimetro occupazionale e il tasso di sostituzione tra pensionati e neo-assunti, portando il totale delle nuove assunzioni a 494.
Alla vigilia di Natale si sottoscriveva con Intesa Sanpaolo la prima parte del contratto collettivo di secondo livello, che tiene insieme previdenza complementare, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, inclusione e una innovativa intesa sulla genitorialità. Accordi diversi ma riconducibili a un indirizzo comune: il sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori meno garantiti, in condizioni di maggiore insicurezza economica e sociale, a partire dall’individuazione di norme a tutela del personale con contratto misto. Qualche giorno prima, in un accordo che integra ed amplia le opportunità di uscita volontaria, si sottoscriveva l’impegno da parte del Gruppo ad arrivare a 1.500 assunzioni (sulle 3.500 previste dal protocollo 2024) entro marzo 2026. Va aggiunta inoltre la quota del 2% in linea con il protocollo Abi.
Solo due esempi di come la contrattazione nel settore bancario rappresenti un elemento distintivo nel panorama delle relazioni sindacali: innovativa e capillare, espansiva e in grado di coniugare cambiamento e tutele. Il tutto inserito nella cornice del contratto nazionale, rinnovato a novembre del 2023 e in scadenza a marzo di quest’anno, che ha introdotto un aumento retributivo del 15% per la figura media accompagnato dall’aumento indiretto della riduzione dell’orario di lavoro a 37 ore settimanali.
Prima di Intesa Sanpaolo era stato il turno di Bper dove, oltre a rinnovare una parte del contratto integrativo relativa soprattutto ai percorsi professionali, a seguito della fusione con la Popolare di Sondrio, il 19 dicembre scorso si giungeva a un’intesa che prevede esodi per 800 persone entro il 2032, a fronte di 400 assunzioni e almeno 250 stabilizzazioni. Anche in questo caso viene riservata una quota pari ad almeno il 2% delle uscite a donne vittime di violenza di genere inserite nei percorsi di protezione o a figli e figlie di vittime di femminicidio.
Il giorno precedente, il 18 dicembre, in Credem si rinnovava il contratto integrativo di secondo livello, con avanzamenti sul welfare aziendale e sulle tutele. Ancora, il 29 novembre, si firmava un accordo sul ricambio generazionale tra sindacati e il gruppo Banco Bpm, che prevede fino a 120 uscite volontarie e 90 nuove assunzioni nel 2026. In questo caso si tratta del primo accordo, dopo la sottoscrizione del protocollo Abi, a riservare una quota aggiuntiva del 2%.
Il 7 novembre sindacati e Crédit Agricole Italia sottoscrivevano un accordo per 490 assunzioni nei tre anni successivi e la stabilizzazione di altri 100 tra lavoratrici e lavoratori già presenti a compensazione dell’uscita volontaria di 500 lavoratori. Infine, per chiudere il cerchio dei maggiori gruppi bancari, in Monte dei Paschi di Siena il 25 luglio dello scorso anno si sottoscrivevano due importanti accordi: il premio aziendale e il rinnovo della contrattazione di secondo livello. Riconoscendo, dopo le complicazioni degli anni passati, in maniera concreta e inequivocabile, il contributo offerto dalle lavoratrici e dai lavoratori di Mps.
Il lavoro al centro
Per tirare una linea, quindi, dai gruppi monitorati la somma totale dei soli recenti accordi (senza quindi contare la coda di accordi precedenti, almeno uno per ogni gruppo) prevede almeno 3.324 nuove assunzioni. “Abbiamo elencato solo alcuni esempi - commenta la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito - a dimostrazione di come la contrattazione nei gruppi guardi in prospettiva, mettendo al centro il lavoro. Ora però c’è bisogno che il settore nel suo complesso si dia un orizzonte di incremento dell’occupazione.
Viviamo immersi in processi di grande trasformazione che interrogano il lavoro e serve segnare uno scarto: la tutela del lavoro, la crescita dell’occupazione, la centralità delle lavoratrici e dei lavoratori devono essere elementi centrali in questa fase di cambiamento. Dopo la crescita impetuosa degli utili nel settore, gli attori del sistema devono assumere una maggiore consapevolezza, in vista del prossimo rinnovo del contratto e mentre è in corso il lavoro della Cabina di regia sull’impatto delle nuove tecnologie/digitalizzazione nell’industria bancaria: non può esserci un futuro per il settore bancario senza una crescita dell’occupazione”, conclude Esposito.























