I rider scendono oggi in piazza in tutta Italia. Chiedono un aumento immediato delle paghe con l’applicazione del contratto collettivo merci e logistica, ferie, permessi, malattia, infortunio retribuiti, tredicesima, quattordicesima e Tfr, tutele su salute e sicurezza. Vogliono tutti i diritti che spettano loro i ciclofattorini di Glovo e Deliveroo nella giornata di mobilitazione del 14 marzo, indetta dalla Cgil e dalle sue categorie.

L’inchiesta della procura di Milano, che ha portato al controllo giudiziario dei due colossi del food delivery, ha confermato lo sfruttamento dei rider denunciato da anni dalla Cgil nelle piazze e nei tribunali e ha offerto l’opportunità per avanzare le rivendicazioni con presidi, manifestazioni, iniziative in programma in tante città.

Un cambiamento concreto

“La mobilitazione di oggi è un’occasione importante per trasformare la fase aperta dall’indagine giudiziaria in un cambiamento concreto - afferma la segretaria confederale della Cgil Francesca Re David -: superare precarietà e sfruttamento e garantire ai rider lavoro stabile, salari adeguati, sicurezza e diritti. Nei prossimi giorni la Cgil continuerà il confronto con i rider nelle città e nei luoghi di lavoro per tradurre questa fase in un cambiamento strutturale nel food delivery”.

Le inchieste di Milano

Per la magistratura inquirente di Milano i rider di Glovo e di Deliveroo percepiscono retribuzioni non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro, che contrastano con l’articolo 36 della Costituzione e non sono in grado di garantire un’esistenza libera e dignitosa.

Si tratta di “una condizione di illegalità che è necessario far cessare al più presto”, scrive nella motivazione il pubblico ministero Paolo Storari con cui ha ordinato il decreto di controllo giudiziario di Deliveroo, ha indagato l’amministratore unico della società per caporalato e l’azienda per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Le accuse mosse sono le medesime per entrambe le piattaforme: i lavoratori sono tenuti in condizioni di sfruttamento, hanno paghe sotto la soglia di povertà, sono in pratica schiavi costretti a prestare la propria opera sotto ricatto.

Contratto = più salario, diritti, tutele

“Come sindacato abbiamo la soluzione che consentirebbe ai ciclofattorini di uscire dalla condizione di povertà lavorativa in cui si trovano: applicare il contratto della logistica – afferma Roberta Turi, segretaria nazionale del Nidil Cgil, la categoria che rappresenta i precari -. Abbiamo fatto un confronto con gli attuali trattamenti e la differenza c’è: oggi un rider che lavora a tempo pieno, sette giorni su sette, fino a 10-11 ore al giorno, riesce a portare a casa 1.200, secondo la nostra indagine anche 1.500 euro lordi al mese. C’è bisogno di un salto di qualità. Con un full time con contratto della logistica potrebbe guadagnare 2.700 euro lordi al mese, con in più tredicesima, quattordicesima, tfr, ferie retribuite. Avrebbe la possibilità di ottenere un prestito, un mutuo, il rinnovo del permesso di soggiorno, insomma uscire dallo sfruttamento e avere una vita dignitosa”.

Modello Just Eat

Il 14 marzo nelle piazze ci sono lavoratori, delegati e delegate di Nidil e di Filt Cgil, categoria sindacale quest’ultima che rappresenta i rider di Just Eat, l’unica piattaforma che oggi riconosce il contratto della logistica, con la quale è stato di recente rinnovato l'accordo nazionale 2025 -2027: garantiti gli aumenti retributivi e tutti gli istituti contrattuali, per la prima volta sono state riconosciute un premio di risultato con parametri oggettivi e condivisi e altre agevolazioni specifiche proprie del lavoro del rider.

Estendere il perimetro 

“La soluzione trovata con Just Eat è la migliore possibile, occorre lavorare per estendere il perimetro dei rider tutelati – afferma Danilo Morini, segretario nazionale Filt Cgil –. Quello del ciclofattorino è lavoro dipendente. Va riconosciuta la subordinazione e va applicato il contratto della logistica, che contiene la figura professionale, la declina ampiamente e ne definisce anche gli spazi di contrattazione ulteriore. Nei rari casi in cui fosse riconoscibile una vera autonomia, pochissimi a nostro avviso, i trattamenti complessivi, economici, di diritti e di sicurezza, non devono comunque essere inferiori a quelli definiti dal contratto nazionale. In questo modo non esisterebbe dumping operato sulle loro spalle e si uscirebbe dal cottimo esasperato e dal contratto farsa Ugl”.

“Speriamo che la procura di Milano – prosegue Morini -, con le amministrazioni controllate imposte a Deliveroo e Glovo, vada in questa direzione. Sarebbe la risposta corretta all'accusa di trattamenti al di sotto della soglia di povertà e darebbe a questi lavoratori il giusto compenso e i diritti contrattuali. Visto poi che il parlamento deve recepire la direttiva europea sui lavori su piattaforma, queste sarebbero le cose da prevedere per la figura del rider”.

Le iniziative in programma il 14 marzo

  • Bari, ore 12.00 – Piazza Umberto I
  • Bergamo, ore 15.00 – Piazza Pontida
  • Bologna, ore 11.00 – Via dell’Indipendenza 2
  • Brindisi, ore 16.00 – Via Togliatti 44
  • Catania, ore 12.00 – Piazza Stesicoro
  • Como, ore 15.00 – Porta Torre, Via Cesare Cantù
  • Cosenza, ore 18.00 – Piazza Bilotti
  • Ferrara, ore 12.00 – Piazza Trento e Trieste
  • Firenze ore 15.00 – Piazza Adua (lato Burger King)
  • Foggia, ore 16.00 - Piazza Umberto Giordano
  • Genova, ore 15.00 – Piazza Caricamento
  • La Spezia, ore 10,30 - Via Vittorio Veneto, 1
  • Livorno, ore 12 – Piazza Grande
  • Mestre, ore 11 - Corso del popolo, 223
  • Milano, ore 15.00 – Stazione Centrale, Piazzale Duca d’Aosta
  • Monza, ore 15.00 – Stazione Centrale, Via Enrico Ariosto
  • Napoli, ore 11.00 – Piazza Garibaldi
  • Novara, ore 9.30 – Viale Dante, Zona Mercato Coperto
  • Padova, ore 15.00 – Piazza Mazzini
  • Palermo, ore 15.00 – Centro EPYC, Via Pignatelli Aragona 42
  • Pesaro, ore 10,30 - Piazzale Lazzarini
  • Pescara, ore 16.00 – Circolo CFU, Via dei Peligni 89
  • Ravenna, ore 10.00 – Via Pellegrino Matteucci 15
  • Reggio Calabria, ore 11.30 – Corso Garibaldi (di fronte McDonald)
  • Roma, ore 11.00 – Piazza Re di Roma
  • Siena, ore 15 – Via La Lizza, 11
  • Taranto, ore 10.30 - Via Dionisio 20
  • Torino, ore 17.30 – Via Giuseppe Verdi (davanti Burger King)
  • Trieste, ore 10.00 – Largo della Barriera Vecchia
  • Varese, ore 15.00 – Piazzale Trieste
  • Verbania, ore 9.30 – Piazza San Vittore