La chimica di base a Ferrara non è un residuo del passato, ma un pezzo vivo di presente industriale e occupazionale. Lo hanno ribadito sabato scorso, 17 gennaio, nella Sala Estense del Municipio, lavoratrici e lavoratori di Basell, insieme ai sindacati, alle istituzioni e a una parte significativa della cittadinanza.
Un futuro sempre più incerto
L’incontro promosso da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Ferrara ha acceso i riflettori su una vertenza che riguarda oltre 930 addetti diretti e centinaia di lavoratori dell’indotto. Al centro della discussione, le incertezze sul futuro della chimica di base e il rischio concreto che le scelte industriali di Eni Versalis compromettano l’equilibrio produttivo dell’intero polo ferrarese.
Dal palco è emersa una preoccupazione condivisa e netta: senza cracking e senza integrazione produttiva la tenuta tecnica ed economica degli impianti viene messa seriamente in discussione. Un rischio che non riguarda solo le aziende coinvolte, ma l’intero tessuto sociale ed economico del territorio.
Il ruolo delle istituzioni
L’iniziativa ha voluto mettere attorno allo stesso tavolo sindacati e istituzioni, chiamate a non restare spettatrici. Alla tavola rotonda ha partecipato anche il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, che ha confermato l’impegno nell’attrarre investimenti nel settore della ricerca legata alla chimica di base, storicamente fiore all’occhiello del polo ferrarese.
Un impegno che, secondo quanto emerso dal confronto, dovrà tradursi in scelte industriali concrete. “Se dobbiamo fare degli investimenti – ha sottolineato Colla – facciamoli sull’innovazione”. Un messaggio chiaro: la transizione industriale non può coincidere con la dismissione, ma deve puntare a rafforzare competenze, produzioni e occupazione.
























