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“L’incontro, che avrebbe dovuto fornire risposte chiare e operative, si è purtroppo concluso senza risultati concreti”. Questo il commento di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil all’incontro che si è tenuto mercoledì 4 marzo a Roma fra sindacati e Engineering Ingegneria Informatica in merito alla gestione dei 655 esuberi dichiarati dall’azienda.
“L’unico elemento di parziale avanzamento – proseguono – è stato rappresentato dal riconoscimento, da parte della direzione aziendale, della necessità di costruire un’architettura fondata su più strumenti da attivare sinergicamente: formazione, pre-pensionamenti, job rotation interna, internalizzazione delle attività e ammortizzatori sociali”.
Fiom, Fim e Uilm rilevano che “a fronte di questa dichiarazione di principio, tuttavia, non sono state fornite risposte puntuali. In particolare non abbiamo ricevuto nessuna proposta strutturata sui pre-pensionamenti, né alcun piano dettagliato di internalizzazione delle attività, ma soltanto l’insistenza sull’utilizzo di ammortizzatori sociali concentrati sul perimetro unilateralmente individuato. È una posizione che respingiamo con fermezza”.
Per le tre sigle le priorità sono “la riduzione significativa della platea delle persone coinvolte attraverso internalizzazioni e strumenti di accompagnamento alla pensione; l’attivazione di un piano di formazione diffuso, strutturato e realmente inclusivo, rivolto a tutto il personale e non esclusivamente a chi viene indicato come presunto esubero; l’istituzione di tavoli territoriali e nazionali permanenti che, nell’ambito del processo di riorganizzazione, lavorino in modo strutturato e continuativo alla gestione della formazione, della riqualificazione professionale e della job rotation”.
Altrettanto importanti sono “la valutazione dell'eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali solo come extrema ratio e nell’ambito di soluzioni condivise e la gestione solidale della situazione a livello di Gruppo, evitando interventi selettivi riconducibili a chi viene indicato come presunto esubero”.
Fiom, Fim e Uilm così concludono: “Riteniamo non siano più accettabili tavoli interlocutori privi di contenuti sostanziali, servono scelte chiare e responsabilità precise. Continuiamo a invitare tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a segnalarci tempestivamente eventuali comportamenti scorretti o pressioni indebite, affinché possano essere immediatamente verificati e contrastati. Siamo pronti ad attuare il mandato ricevuto dalle assemblee qualora non si registrino avanzamenti reali e condivisi nel prossimo confronto previsto per il 13 marzo”.























