“Si è concluso con un mancato accordo l’incontro di mercoledì 22 aprile al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione per l’ex Ilva”. A dirlo è il coordinatore nazionale siderurgia Fiom Cgil Loris Scarpa, precisando che “non sono state date garanzie sul piano di ripartenza né sulla riduzione del numero dei lavoratori coinvolti, a fronte della ripresa di un secondo altoforno, tantomeno sulle risorse necessarie per garantire la copertura per un ammortizzatore sociale dignitoso”.

L’integrazione salariale, spiega Scarpa, non è certa per tutti i 12 mesi: “È inaccettabile che il governo non abbia garantito la copertura economica, prevista da una propria legge, per la cassa integrazione. Anche gli interventi di manutenzione e di salute e sicurezza sono vincolati alle risorse disponibili. Abbiamo chiesto che le persone possano tornare al lavoro, a partire dalle manutenzioni: invece 4.450 addetti vengono messi in cassa, peggiorandone ulteriormente le condizioni”.

La Fiom ribadisce la necessità di “un intervento pubblico per la ripartenza dell'azienda, a prescindere dalle finte trattative del ministero delle Imprese con Jindal o Flacks Group. Non è possibile discutere della cassa integrazione come questione slegata dalla ripartenza degli impianti. Al primo punto c’è la questione della garanzia della salute e sicurezza per i lavoratori, servono le risorse necessarie per realizzare gli interventi sugli impianti”.

Proprio su questo tema, Scarpa ricorda che “il 2026 è iniziato tragicamente con le morti di due lavoratori nello stabilimento di Taranto, dove si stanno continuando a susseguire, anche in questi giorni, infortuni. Pertanto, si vive ogni giorno una condizione di assoluto rischio per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Il coordinatore nazionale siderurgia Fiom così conclude: “Chiediamo che la discussione sulla vertenza ex Ilva torni nell’ambito del tavolo permanente di Palazzo Chigi. Dovevamo essere convocati entro marzo, ma sembra che il governo non decida e non sappia che fare. Altro che acciaio strategico e salute e sicurezza da garantire”.