Il 2026 si apre nel peggiore dei modi: la produzione industriale ha registrato 32 cali negli ultimi tre anni, in ottobre (ultimo dato Istat disponibile) diminuisce anche il fatturato delle imprese. Non è una fluttuazione congiunturale, l’industria e la manifattura italiane sono in una crisi strutturale.

“L’Italia sta attraversando transizioni enormi senza una politica industriale degna di questo nome”, argomenta il segretario confederale Cgil Luigi Giove: “Il governo si muove tra incentivi a pioggia, annunci e grandi opere inutili e talvolta dannose, ma non affronta i nodi reali: costo dell’energia, investimenti insufficienti, filiere fragili, appalti al ribasso, mancanza di un ruolo pubblico nell’orientare lo sviluppo”.

I tavoli di crisi aperti al ministero delle Imprese sono passati dai 49 di due anni fa ai 96 dell’ottobre scorso. Non c’è settore che si salvi: dall’automotive (con il progressivo ritirarsi di Stellantis e le difficoltà della componentistica) alla siderurgia, dalla chimica di base (che vede le scelte di disimpegno di Eni e la chiusura dei cracking) alla moda, con le imprese capofila che scaricano le proprie difficoltà sui subfornitori.

“Le crisi aumentano perché manca una politica industriale nazionale”, aggiunge Giove: “Senza un piano industriale nazionale, senza investimenti mirati, senza un rafforzamento e un ruolo attivo delle partecipate e senza la difesa delle filiere strategiche, il rischio è che l’Italia scivoli verso un’economia sempre più povera di industria e sempre più dipendente dall’estero”.

Automotive

Prorogati i contratti di solidarietà, scaduti il 31 dicembre, nello stabilimento Stellantis Europe (noto anche come “ex Sevel”) di Atessa (Chieti), specializzato nella produzione di veicoli commerciali. La percentuale dei dipendenti coinvolti scende dal 41 al 35 per cento (su un organico di 4.350 addetti). L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 luglio. Fiom Chieti: “Stellantis presenti un piano industriale vincolante per la realizzazione del nuovo furgone, superando una gestione fondata su ammortizzatori sociali e uscite incentivate”.

Un anno di cassa integrazione straordinaria per i 47 lavoratori della Sata di Pozzilli (Isernia), storica azienda costruttrice di componenti in ghisa, acciaio e alluminio per autoveicoli. L’ammortizzatore sociale (che sarà adottato a rotazione per garantire la continuità produttiva) segue un periodo di contratti di solidarietà: iniziato il 1° dicembre, si concluderà il 30 novembre 2026. La Regione Molise ha anche assicurato percorsi di riqualificazione professionale in favore del personale. 

Prorogata la cassa integrazione straordinaria fino a ottobre 2026 alla Menarini di Bologna. L’accordo nell’azienda produttrice di autobus riguarda 29 lavoratori: 17 coinvolti in percorsi di formazione e 12 accompagnati alla pensione anticipata nel corso del 2026. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 10 ottobre. Sindacati: “Denunciamo l’assenza di un chiaro indirizzo sulle politiche industriali da parte del governo, che dovrebbe mettere al centro della propria strategia di mobilità pubblica l’unica azienda italiana che produce autobus”.

Contratti di solidarietà per i 120 dipendenti della Tecnomeccanica di Novara, fonderia italiana specializzata nella produzione di componenti pressofusi in alluminio per i settori automotive e illuminotecnica. L’ammortizzatore sociale (che l’azienda aveva utilizzato anche nei primi mesi del 2025), iniziato il 20 ottobre scorso, si concluderà il 19 ottobre 2026.

Contratti di solidarietà alla Proma di Umbertide (Perugia), azienda casertana attiva in progettazione, sviluppo e produzione di componentistica per l’automotive. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 12 gennaio, si concluderà il 31 maggio 2026 (quello precedente, iniziato il 31 luglio 2025, era scaduto il 31 dicembre). L’azienda ha in vigore analoghe misure anche negli impianti di Mignano Monte Lungo (Caserta), fino al 24 gennaio, e di Melfi (Potenza), fino al 30 aprile 2026. A luglio 2025 il gruppo ha siglato un contratto di finanziamento per 270 milioni di euro, della durata di sette anni, volto a supportare il nuovo piano strategico.

Contratti di solidarietà per i 450 lavoratori della Gammastamp di Bianzè (Vercelli), azienda di particolari metallici stampati e assemblati (soprattutto componentistica di sicurezza). L’ammortizzatore sociale (che segue una analoga misura scaduta il 31 dicembre 2025), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 dicembre.

Industria

Contratto di solidarietà di quattro mesi, ma rinnovabile fino a due anni, per i 280 lavoratori della Savio Macchine Tessili di Pordenone (di proprietà del gruppo belga Vandewiele). L’ammortizzatore sociale, che segue due anni di cassa integrazione adottata a intermittenza, è iniziato il 12 gennaio e si concluderà il 31 maggio. A provocare la misura, le sofferenze del settore tessile e del mercato di riferimento. Sindacati: “L’azienda ha assicurato di non voler spostare parte della produzione in Cina, bensì di voler internalizzare sempre più la produzione a Pordenone”. 

Accordo sugli esuberi alla Freudenberg di Rho (Milano), gruppo tedesco specializzato nella produzione e vendita di filtri industriali per turbomacchine. Il 5 novembre la multinazionale aveva annunciato la dismissione dell’impianto (per il 30 marzo) e il licenziamento dei 42 lavoratori. Per i 25 dipendenti diretti sono previsti incentivi all’esodo (cui si aggiunge la Naspi) e 12 mesi di ammortizzatori sociali, ai restanti 15 lavoratori in somministrazione e due a termine rimane solo il tempo residuo fino alla fine del contratto.

Contratti di solidarietà per un periodo di 24 mesi per i 150 lavoratori della Savio di Chiusa San Michele (Torino), azienda produttrice di accessori per serramenti. Al termine dell’ammortizzatore sociale è previsto un esubero di 40 lavoratori (divisi equamente tra operai e impiegati) esclusivamente su base volontaria. La società viene da una lunga crisi occupazionale, iniziata nel 2017, che ha visto l’uscita di un centinaio di dipendenti e la ristrutturazione della situazione debitoria mediante il concordato preventivo.

Contratti di solidarietà per i 220 dipendenti della Italtractor di Potenza, azienda specializzata nella produzione di componenti e soluzioni per i sottocarri di macchine agricole e industriali. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 12 gennaio, si concluderà il 22 febbraio. Lo stabilimento lucano è attualmente interessato da un contratto di sviluppo con Invitalia, dal valore complessivo di circa 20 milioni di euro, cofinanziato per il 30 per cento dalla Regione Basilicata. 

Cassa integrazione straordinaria fino a maggio per i 49 lavoratori di Setteville (Belluno) e i 137 di Villasanta (Monza) della Edim, società della multinazionale tedesca Bosch, attiva nelle lavorazioni meccaniche per l’industria (soprattutto automotive). L’ammortizzatore sociale, previsto dal 3 febbraio al 5 maggio, dovrà servire per cercare un possibile acquirente che possa salvare l'azienda dalle attuali difficoltà. La Edim è momentaneamente protetta dalle pretese dei creditori grazie al riconoscimento della composizione negoziata della crisi.

Contratti di solidarietà (al 40 per cento) alla Campagnolo di Vicenza, storica azienda produttrice di componenti per biciclette da corsa, che il 25 novembre scorso aveva annunciato l’intenzione di licenziare 120 (su complessivi 308) tra impiegati e operai dello stabilimento. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 12 gennaio, si concluderà il 31 dicembre. Sindacati: “I lavoratori hanno dimostrato fiducia verso il futuro aziendale che ora va ripagata con responsabilità, trasparenza e un piano di investimenti”.

Emanato dal ministero del Lavoro il 14 gennaio il decreto di concessione dei contratti di solidarietà per gli 83 dipendenti della Fox Bompani di Ostellato (Ferrara), azienda di elettrodomestici specializzata nella realizzazione di cucine. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 24 dicembre scorso, si concluderà il 23 aprile. Nel dicembre 2024 il Tribunale ferrarese aveva omologato il piano concordatario proposto dall’azienda, scongiurando l’ipotesi della liquidazione giudiziale.

Raggiunto il 23 dicembre l’accordo sulla chiusura della Tracmec di Mordano (Bologna), azienda di proprietà della multinazionale tedesca Bauer, attiva nella fabbricazione di macchinari per l’industria estrattiva e delle costruzioni. Il 17 ottobre la società aveva comunicato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per i 30 lavoratori. L’intesa prevede il ritiro della procedura e l’adozione di un piano di esodi incentivati. Fiom Imola: “I lavoratori hanno aderito al piano, considerando anche che negli ultimi mesi molti si sono ricollocati. Quando un’azienda chiude non è mai una vittoria, soprattutto se si tratta di una delocalizzazione della produzione”. 

Energia, moda, carta, intrattenimento

Emanato dal ministero del Lavoro il 14 gennaio il decreto di concessione dei contratti di solidarietà per i 120 dipendenti di Lineapiù Italia di Prato e Campi Bisenzio (Firenze), azienda produttrice di filati per maglieria. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 1° settembre. L’azienda aveva già utilizzato un’analoga misura dal settembre 2024 al settembre 2025 (all’interno di un pacchetto comprendente anche 15 esuberi), poi prorogata fino al dicembre scorso. 

Raggiunto il 19 dicembre al ministero del Lavoro l’accordo sulla gestione dei 28 esuberi (su 91 dipendenti) di Esso Italiana dello stabilimento di Vado Ligure (Savona), la cui procedura di licenziamento collettivo era stata avviata a fine settembre. L’intesa prevede un incentivo economico fino a 30 mensilità, le fuoriuscite sono previste fino a dicembre 2027.

Raggiunto il 15 gennaio l’accordo sulla gestione degli esuberi nel gruppo Dsquared2. Il 20 ottobre la casa di moda canadese aveva annunciato una riorganizzazione delle proprie sedi, prevedendo a Milano 34 uscite. La trattativa ha portato alla definizione di 20 licenziamenti (non sarà coinvolto il comparto retail), che avverranno su base volontaria e con incentivo economico. Sindacati: “Aver consentito ad alcuni di restare grazie a una ricollocazione interna e aver ridotto gli esuberi, passando da un criterio di scelta aziendale a uno volontario, ci rende parzialmente soddisfatti”.

La Cartiera del Polesine ha decretato la chiusura dello stabilimento di Loreo (Rovigo), impresa produttrice di carte riciclate per il packaging. A motivare la decisione la crisi internazionale del settore, il consistente aumento dei costi di energia e gas, nonché i limiti strutturali dello stabilimento. Questa la soluzione per i 52 lavoratori: 30 saranno trasferiti nell’altro stabilimento aziendale di Adria (Rovigo), per i restanti 22 (20 operai e 2 impiegati) sono previsti accompagnamenti alla pensione e uscite volontarie incentivate. 

Raggiunto il 20 gennaio l’accordo economico sulla gestione degli esuberi avviati il 4 novembre scorso a Milano dal colosso Usa dell'intrattenimento Paramount. Le uscite sono scese da 35 a 29 (su complessivi 115 dipendenti): saranno tutte volontarie e con un incentivo economico che può arrivare a 27 mensilità (cui si aggiungono importi aggiuntivi per chi ha figli a carico o disabilità). Previsto anche un supporto alla ricollocazione messo a disposizione dall’azienda. Slc Cgil: “Accordo solido dal punto di vista delle garanzie economiche. Resta il rammarico per non essere riusciti a recuperare più occupazione”.

Pulimento, logistica, call center, commercio

Emanato dal ministero del Lavoro il 18 dicembre il decreto di proroga dei contratti di solidarietà per i 91 dipendenti dell’azienda torinese Iscot Italia operanti presso lo stabilimento Stellantis (anche noto come “ex Sevel”) di Atessa (Chieti). L’ammortizzatore sociale per i lavoratori della società di pulizie, iniziato il 1° ottobre 2025, si è concluso il 31 dicembre scorso.

Emanato dal ministero del Lavoro il 18 dicembre il decreto di concessione dei contratti di solidarietà per i circa 50 dipendenti della Logitech di San Nicola di Melfi (Potenza), azienda di logistica (specializzata nella movimentazione dei veicoli) operante all’interno dello stabilimento Stellantis e sub-appaltatrice dell’impresa Trasnova. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 30 aprile.

Raggiunto il 23 dicembre l’accordo per la proroga della cassa integrazione per i 68 lavoratori della Fabbrica del Lavoro, azienda di logistica e appaltatrice della Inalca di Reggio Emilia (multinazionale del gruppo Cremonini, leader nel settore delle carni bovine), il cui stabilimento è stato parzialmente distrutto a seguito del maxi incendio dell’11 febbraio 2025. L’ammortizzatore sociale, che accantona la procedura di licenziamento inizialmente annunciata, sarà valido fino al 10 maggio.

Raggiunta al ministero delle Imprese il 13 gennaio l’intesa per la cessazione d’attività del call center Paycare di Monteriggioni (Siena). Ai 35 lavoratori, in cassa integrazione già da quattro anni, è stata estesa la cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre (con copertura economica a carico del dicastero). Prevista la possibilità di accedere alla mobilità volontaria, accompagnata da incentivi all’esodo; ventilata anche l’ipotesi di ricollocazioni all’interno dell’azienda madre Konecta. Fiom: “Il settore di mercato è in crisi, provocata anche dall’avvento dell’intelligenza artificiale”.

Emanato dal ministero del Lavoro il 14 gennaio il decreto di concessione dei contratti di solidarietà per i 32 lavoratori della Minosse di Civitavecchia (Roma), impresa di trasporto marittimo addetta alla gestione della discarica del carbone della Centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. L’ammortizzatore sociale (che segue un’analoga misura andata in vigore dal 1° gennaio al 31 luglio 2025, prorogata poi fino al 31 dicembre), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 dicembre.

Raggiunto l’accordo per la gestione della chiusura (avvenuta il 31 dicembre scorso) del supermercato Pam Panorama del centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio (Firenze). Per i 45 lavoratori (in larga maggioranza donne) è prevista la cassa integrazione per cessazione fino al 31 dicembre. L’ammortizzatore sociale potrà anche essere prorogato: in questo periodo chi lo vorrà potrà essere licenziato con un incentivo economico. L’azienda si è impegnata a fornire una “dote” per la ricollocazione dei suoi ex dipendenti.