La crisi che sta attraversando il settore dei call center non accenna a placarsi. A farne le spese stavolta sono i 35 lavoratori della Paycare di Monteriggioni (Siena): per loro, in cassa integrazione già da quattro anni, martedì 13 gennaio (in un vertice al ministero delle Imprese) è stata decretata la perdita del lavoro.

Nell’incontro al Mimit sindacati e azienda hanno raggiunto un accordo sulla cessazione dell’attività. Per i dipendenti è stata estesa la cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre (con copertura economica a carico del dicastero). Prevista la possibilità di accedere alla mobilità volontaria, accompagnata da incentivi all’esodo. Ventilata anche l’ipotesi (ancora da definire concretamente) di ricollocazioni all’interno dell’azienda madre Konecta.

Fiom: “Mercato in crisi, colpa anche dell’intelligenza artificiale”

“Nel corso dell’incontro abbiamo rappresentato la necessità di avere l'anticipo della cassa integrazione per questi 12 mesi”, spiega la segretaria generale Fiom Cgil Siena Daniela Miniero: “L’azienda si è resa disponibile a mettere in campo strumenti accompagnatori per questo periodo allo scopo di non lasciare questi lavoratori senza un’entrata economica mensile”.

La dirigente sindacale sottolinea che “l'azienda si è resa anche disponibile a percorrere una strada di ricollocazioni all'interno di Konecta. Adesso però bisognerà scendere nel dettaglio, ossia capire che tipo di occupazione si offre, dove e con quali criteri di selezione”.

Miniero ricorda che l’azienda ha ribadito “l’attuale crisi di mercato, data anche dall’avvento dell’intelligenza artificiale. Il settore è in forte sofferenza e lascia un buco occupazionale, su tutto il territorio nazionale, non di poco conto. La società intende far uscire circa il 10 per cento della forza lavoro: parliamo quindi di 79 esuberi in Toscana, Piemonte e Sardegna, di cui 35 a Siena”.

La segretaria generale Fiom Siena così conclude: “Il territorio senese sta vivendo un momento molto difficile, questa perdita di posti di lavoro è dura da sopportare. Adesso definiremo al meglio con l’azienda gli strumenti per accompagnare i lavoratori in questi 12 mesi, nel frattempo apriremo il tavolo per il pronto avvio delle politiche attive”.