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È arrivata sul tavolo del Mimit la crisi di Aeffe Spa, ma il confronto istituzionale si è aperto con una frattura evidente. All’incontro del 21 gennaio, alla presenza della direzione aziendale, delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, della Rsu di Rimini e Milano e delle Regioni Emilia Romagna e Lombardia, il nodo centrale non è stato solo il futuro industriale del gruppo, ma il metodo scelto dall’azienda: discutere di rilancio con i licenziamenti già comunicati ai lavoratori.
Una gestione definita anomala sia dall’assessore al lavoro dell’Emilia Romagna, Vincenzo Paglia, sia dal Mimit, rappresentato da Mattia Losego, che hanno sottolineato come l’invio delle lettere abbia ulteriormente deteriorato le relazioni sindacali, rendendo più difficile la ricerca di soluzioni condivise.
Il progetto di risanamento e la ricerca di investitori
Nel corso dell’incontro, la Direzione ha illustrato il quadro aziendale, mentre Riccardo Ranalli, esperto nominato dalla Cnc, ha spiegato il proprio ruolo nel progetto di risanamento. Al centro del mandato resta la ricerca di un soggetto industriale interessato a investire nella società, indicata come passaggio decisivo per il futuro di Aeffe.
Una prospettiva che però, per sindacati e istituzioni, non può reggere se accompagnata da una gestione della crisi che parte dagli esuberi invece che da un vero confronto sulle alternative.
Fondo di salvaguardia e procedura di licenziamento
Il Mimit ha ribadito la disponibilità ad approfondire l’utilizzo del fondo di salvaguardia a sostegno della situazione economica di Aeffe. Anche il ministero del Lavoro ha tentato di riaprire uno spazio di trattativa, ipotizzando il ritiro della procedura di licenziamento ex legge 223 appena conclusa e l’avvio di una nuova procedura per cercare un accordo tra le parti.
Una proposta che avrebbe potuto segnare una svolta, ma che è stata messa in discussione dagli avvocati aziendali, chiudendo di fatto anche questa possibilità.
Una vertenza che viene da lontano
Il confronto al Mimit arriva dopo settimane di tensioni. Il gruppo Aeffe, operante nel settore del lusso e della moda, quotato in borsa e proprietario dei marchi Alberta Ferretti, Philosophy, Moschino e Pollini, si è reso protagonista di un piano di riorganizzazione che ha colpito in particolare i poli di Rimini e Milano. Il fallimento del primo tentativo di accordo sugli esuberi ha fatto scattare l’avvio dei licenziamenti. Un passaggio che ha spinto i sindacati a chiedere l’intervento delle istituzioni e a portare la vertenza a livello ministeriale.
La richiesta sindacale: dignità e cambio di passo
Per Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil una soluzione resta possibile, ma solo se l’azienda offrirà la propria disponibilità. La richiesta è chiara: riconoscere dignità a tutti i lavoratori Aeffe, sia a chi è destinato a lasciare l’azienda sia a chi resterà a garantire continuità produttiva e futuro industriale.
Ad oggi, però, l’azienda non ha modificato le proposte già avanzate in occasione del mancato accordo. Preso atto dello stallo, il Mimit ha fissato un nuovo incontro per il 2 marzo, nella speranza che nel frattempo emergano offerte concrete da parte di soggetti terzi. I sindacati, intanto, confermano l’impegno a contrastare l’evoluzione della crisi e a monitorarne l’impatto anche su chi resterà in azienda.
























