“Siamo scesi in campo per il No al referendum contro la legge Nordio perché quando è in gioco la tenuta democratica del Paese deve essere alto il livello di responsabilità di tutti”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo a margine dell’iniziativa “Referendum giustizia, perché votare No”, promossa presso la sede dello Spi Cgil. “Bisogna opporsi con forza e con ampie alleanze – ha aggiunto Ricci – al disegno di modifica, non della giustizia, come sarebbe auspicabile, ma a quella che definiamo riforma della magistratura. Quando il mondo del lavoro è coinvolto, nel nostro Paese si possono ottenere grandi risultati sul fronte della democrazia e della difesa della Carta costituzionale”.

Scacchetti: “In gioco la democrazia del nostro Paese”

“Questo – secondo la segretaria generale dello Spi Cgil, Tania Scacchetti – è un referendum costituzionale molto importante per la vita dei cittadini, perché in gioco c’è la democrazia del nostro Paese, soprattutto l’equilibrio costituzionalmente definito fra i poteri. Quindi è un referendum che interessa moltissimo i cittadini e il loro diritto alla giustizia. Questa è una riforma che – ha precisato Scacchetti – non migliora la giustizia, che non migliora nemmeno il lavoro all’interno del comparto della giustizia, è una riforma gestita unilateralmente da parte del governo con l’obiettivo di imporre la priorità del potere politico sull’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Quindi l’invito che facciamo nelle iniziative che stiamo organizzando in tutto il Paese è proprio quello di sentirlo come una cosa che interessa davvero i cittadini e le cittadine”.

Bindi: “La riforma Nordio mette a rischio l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”

“Bisogna votare No – ha detto l’ex ministro della Salute, Rosy Bindi – perché questa riforma stravolge una delle fondamenta della nostra Costituzione, che è la separazione dei poteri e che è l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Il Paese sarebbe meno libero se mai passasse questa riforma, avremo una magistratura non in grado di valutare l’azione dei potenti che la vogliono debole per esercitare il loro potere senza rispettare la Costituzione e l’ordinamento internazionale. Questo è il motivo principale. Ci sono – ha ricordato l’ex ministro – tanti altri motivi legati al fatto che questa riforma è scritta davvero molto male. Contiene molti inganni. E se si scomoda la presidente del consiglio in persona con un lungo video, il solito soliloquio, la solita propaganda, evidentemente il governo e la maggioranza hanno capito che, spiegando nel merito questa riforma, sta crescendo nelle cittadine e nei cittadini del nostro Paese il rifiuto e quindi sta aumentando l’adesione al No”.

“Vorrei rassicurare la presidente del consiglio: nessuno di noi – ha continuato Rosy Bindi – chiederà, dopo la vittoria del No, le dimissioni del governo. Non è per questo che andiamo a votare. Chiederemo soltanto al governo di attuare il programma sul quale hanno avuto il consenso degli elettori e delle elettrici di questo Paese. Attuarlo nel rispetto della legge, della Costituzione e dell’ordinamento internazionale. Cosa che loro non stanno facendo e per questo vogliono umiliare la magistratura che controlla l’esercizio del loro potere. Avere il consenso popolare, secondo la nostra Costituzione, non vuol dire avere le mani libere di attuare un programma, non rispettando la legge, la Costituzione e l’ordinamento internazionale”.